L’inchiesta per corruzione internazionale su Gianluca Savoini accelera. Già da domani quando il presidente leghista dell’associazione Lombardia-Russia – secondo l’Ansa, potrebbe essere interrogato dai pm che coordinano l’indagine affidata al nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza. Il centro dell’inchiesta – nella quale si procede per corruzione internazionale – è come ormai noto la presunta trattativa sulla compravendita di petrolio, non andata a buon fine, avvenuta lo scorso 18 ottobre all’Hotel Metropol di Mosca. L’incontro, venuto alla luce dopo le inchieste dell’Espresso e di Buzzfeed, avrebbe dovuto portare 65 milioni di dollari nelle casse della Lega. Trattativa di cui il segretario del partito e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, negando di aver “mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka dalla Russia”, ha ripetuto di non sapere nulla e sulla quale ieri si è augurato che le “indagini facciano il loro corso in fretta“.

Già da domani i pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro che insieme al procuratore aggiunto Fabio De Pasquale hanno in programma una fitta attività istruttoria. E il primo punto nell’agenda sarebbe appunto l’interrogatorio di Savoini che – secondo l’audio pubblicato da Buzzfeed e da mesi agli atti del fascicolo – con altri due italiani e tre russi avrebbe tentato l’affare: un presunto accordo sulla vendita a una società intermediaria di circa 3 milioni di tonnellate di petrolio scontato del 6 per cento. Petrolio poi rivenduto a prezzo pieno in Italia, in modo da ottenere che una parte dello sconto spuntato, il 4 per cento, si trasformasse, questa è l’ipotesi, in una “retrocessione” per il movimento e il resto, almeno il 2, andasse sotto forma di “stecca” a funzionari russi. Fin qui la ricostruzione emersa finora.

Ma oltre a Savoini, inquirenti e investigatori, che stanno pensando pure a una rogatoria e ad accertamenti sui flussi di denaro Russia-Italia, dopo le opportune verifiche e procedure di identificazione, di certo convocheranno, o come persona informata sui fatti o come indagato, colui che ha affermato di essere il banchiere Luca” di cui si parla nella registrazione e cioè il secondo italiano presente al Metropol. Si tratta di Gianluca Meranda, avvocato con simpatie per Salvini, che dice di aver incontrato “in occasioni pubbliche” e di aver visto più volte Savoini. Meranda ha sostenuto pubblicamente di aver partecipato al vertice di nove mesi fa come “General Counsel di una banca d’affari anglo-tedesca (…) ed interessata all’acquisto di prodotti petroliferi di origine russa” aggiungendo che “i restanti interlocutori sono professionisti che a vario titolo si occupano di questa materia” e che “nonostante gli sforzi delle parti, la compravendita non si perfezionò“.

Ma nella lista delle persone da ascoltare non è escluso possa esserci pure Claudio D’Amico. Si tratta del “consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vicepresidente Salvini, – ha spiegato oggi in una nota Palazzo Chigi dopo una serie di verifiche – il quale, tramite l’Ufficio di vicepresidenza” avrebbe “sollecitatol’invito di Savoini al Forum Italia-Russia, “in virtù” del suo ruolo di Presidente dell’Associazione Lombardia-Russia e ha chiesto ai funzionari del premier di inoltrarlo agli organizzatori del Forum” organizzato il giorno precedente la trattativa. Su questo punto ieri lo staff del vice premier aveva dato una diversa versione sostenendo che Savoini “non era nella delegazione ufficiale“. Otre a questi e agli interrogatori di altre persone, all’identificazione degli altri partecipanti alla trattativa, prossimamente la Finanza potrebbe fare pure acquisizioni di documenti.

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