Il Parlamento europeo voterà martedì 16 luglio alle 18 per l’elezione del presidente della Commissione europea. Candidata a succedere a Jean Claude Juncker è la tedesca Ursula von del Leyen, che negli ultimi giorni ha incontrato le principali famiglie politiche che siedono a Strasburgo. La sua, però, non sarà un’elezione dall’esito scontato. Per raggiungere la maggioranza di 376 eurodeputati, considerato il no dei Verdi e le defezioni tra i socialisti insoddisfatti per la bocciatura del candidato del Pse Frans Timmermans, la ministra della Difesa tedesca dovrà convincere anche altri eurodeputati oltre ai popolari, gli unici che hanno già garantito il loro sostegno, e ai liberali. Secondo quanto si apprende a Bruxelles, von der Leyen dovrebbe essere eletta alla presidenza con 400 voti. Nel 2014 Jean-Claude Juncker fu eletto con 422 voti a favore.

Intanto i 5 Stelle, dopo l’apertura sul salario minimo da sempre prioritaria per il Movimento, vanno verso il sì. “Abbiamo avuto un incontro positivo con Ursula von der Leyen – ha detto Tiziana Beghin, capogruppo M5S al Parlamento Ue -. Abbiamo avuto una discussione franca, anche molto gradevole. Lei ha puntualizzato alcune delle priorità del suo impegno che sono anche le nostre, come quella per il salario minimo europeo e una visione dell’Europa e dell’Italia sui flussi migratori che condividiamo, ha sottolineato che i bordi italiani sono confini europei e che il regolamento di Dublino va rivisto. Ci ha fornito elementi su cui discuteremo in delegazione (tra lunedì e martedì, ndr) e a livello di capo politico e con il premier Conte faremo una riflessione basata su parole positive che però vogliono dei fatti”.

Il presidente del Consiglio, già qualche giorno fa, si era schierato a favore di von der Leyen, invitando i partiti di maggioranza a dare il loro sostegno. E se i 5 Stelle vanno versi il sì, la Lega resta possibilista. “Non escludo che la Lega voti a favore”, ha detto il neo ministro per gli Affari Ue Lorenzo Fontana, a margine del Consiglio dei ministri. “Penso e spero già dalla prossima settimana di poter essere a Strasburgo per una sessione importante. Vediamo se sarà stata votata o meno la candidata presidente. Mi felicito perché ha avuto parole importanti sulla riforma di Dublino: che ci sia un’apertura è molto interessante. Poi si valuteranno le votazioni di martedì”.

La stessa cosa che faranno anche i socialisti – al momento spaccati sul suo nome -, i liberali di Renew Europe, ma anche i conservatori dell’Ecr. Tutti attendono ulteriori chiarimenti e garanzie. Solo i Verdi e la sinistra della Gue/Ngl hanno annunciato, come già comunicato pubblicamente, il loro voto negativo. “Abbiamo ascoltato attentamente von der Leyen“, facendole “dieci richieste chiave per la prossima Commissione” ma “le sue risposte non sono state sufficienti a soddisfare le aspirazioni basilari dei cittadini dell’Ue”, ha spiegato il presidente della Gue Martin Schirdewan (Die Linke). “Ci rendiamo conto che non ha una visione basata sulla giustizia sociale e sui diritti umani. Lei perpetuerà le politiche neoliberali che hanno portato alla crisi economica e alla povertà e alla disuguaglianza senza precedenti tra gli europei. Abbiamo visto poco desiderio di contrastare l’elusione fiscale e la frode da parte delle grandi corporation“.

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