La prima volta“. Mica semplice, che tutto vada per il verso giusto. Ognuno di noi ha sperimentato una “prima” e non tutti possono dire che sia stata proprio perfetta. Così è stato per Jovanotti, anche se lui, alla perfezione, c’è senza dubbio andato vicino.

La ‘data uno’ del suo Jova Beach Tour, a Lignano, è stata incantevole, e chi si aspettava una “baracconata” si sarà dovuto ricredere: colpo d’occhio degno dei più noti festival stranieri, grande inedito per un Paese che di kermesse ‘simil’ Coachella o Primavera Sound non ne ha mai vista neanche l’ombra. E soprattutto, tentativo di “aprire una nuova via” per i live estivi.

Palco principale giocoso, perché in spiaggia si va per giocare, a qualsiasi età, energia del “nostro” in quantità industriale (abbiamo mai pensato di usarla per l’illuminazione in un paio di regioni?), colpo d’occhio della folla di quelli da restarci secchi, nel senso più buono dell’espressione. Anche perché, tornando a parlare dei festival tipo Coachella, c’è da dire che si tratta ormai quasi solo di “vetrine”, dove il look di chi va conta più degli artisti, e dove l’importante è esserci, mica ascoltare. Diverso il caso di Jovanotti, che ha attirato gente (48 mila persone) determinata a divertirsi, non importa con quale resa su Instagram (notevole, comunque). Peccato, però, che non tutto abbia funzionato alla perfezione. Per esempio? La birra, Jova. 

Sono in molti a lamentare, su Facebook, una scarsa dotazione di birra (per altro sponsor dell’evento), cosa che ad alcuni ha fatto proprio venire un attacco d’ira perché, per comprare bevande e cibi, bisognava scambiare gli euro in token (moneta non rimborsabile spesso usata per la semplificazione dei pagamenti proprio durante eventi di questo tipo). Ovvio che se poi non trovi cosa comprarci perché la merce finisce, ti tocca andare a casa con i token in tasca ed è difficile che li accettino il giorno dopo, al supermercato. Niente bene (a detta di alcuni) nemmeno per quanto riguarda le file: troppo lunghe. Infine, sullo sfondo (ma nemmeno troppo) c’è sempre la faccenda delle specie animali che Jova metterebbe a rischio: dal fratino a un particolare tipo di pulcino. Non ultima, la “questione plan de Corones”.

Questa prima volta, intanto, ha avuto le sue piccole beghe logistiche, tanto che la Trident, che ha organizzato il concerto, è intervenuta con un post su Facebook: “Ci sono state purtroppo lunghe code alle casse dei Token e per il food and beverage, la cui richiesta è stata evidentemente sottostimata. Trident si scusa per i disagi e sta già provvedendo a incrementare le casse per il cambio dei token e i punti di ristoro. JBP (Jova Beach Party) è un’esperienza audace da tutti i punti di vista e il pubblico ha dimostrato di esserne entusiasta. JBP è una novità e dal punto di vista organizzativo non ha precedenti. Con la data di Lignano Trident Music ha preso contezza di alcuni aspetti che saranno sicuramente migliorati già dalla prossima tappa del 10 luglio a Rimini Terme“.

Quindi, registriamo: ‘caso birre insufficienti e lunghe code’. Ma, è bene ripeterlo, è stata la prima volta di un evento del genere in Italia e si tratta di un qualcosa che è impossibile da paragonare ad altri grandi eventi indoor, per ovvi motivi di organizzazione.

Sulla necessità di proteggere alcune specie animali il dibattito, c’è da scommetterci, andrà avanti. E così anche sull’obbligo (perché di questo si tratta) di lasciare intatto il luogo: la prima data di Lignano, in questo senso, fa ben sperare. Alla fine del live, lo stesso Jovanotti e molti fan hanno postato foto della spiaggia praticamente ripulita. Lorenzo ha chiesto collaborazione dal palco anche al pubblico ed evidentemente l’ha ottenuta.

Vediamo se ne nelle prossime date i punti da aggiustare verranno messi a posto (noi, qui, siamo stati critici sulla data a Plan De Corones e speriamo di essere smentiti dai fatti). Intanto, non resta che ammirare il grande spettacolo jovanottiano: unica vera popstar dal piglio esportabile, nessuno come Jovanotti sa parlare un linguaggio nuovo. E nessuno prova così spesso ad “aprire nuove vie”. Come a dire che l’età conta solo per quelli che ti controllano il documento in aeroporto. E forse nemmeno per loro.

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