“Sono dei criminali. Non dovevano uscire con quel tempo e con quel vento. Hanno messo a repentaglio l’incolumità degli abitanti di Venezia. E se fossero andati a sbattere contro lo yacht? O contro l’imbarcadero dell’Actv? Ai Signori delle Grandi Navi non è servito nulla quello che è accaduto un mese fa nel Canale della Giudecca?”. Luciano Mazzolin è il portavoce del Comitato No Grandi Navi. E se ha un merito è quello di ripetere, da dieci anni, che “i bestioni del mare sono incompatibili con una città fragile come Venezia, che è follia continuare a tollerare il passaggio davanti a San Marco per raggiungere l’approdo di Marittima, con buona pace delle compagnie e di chi lucra su questo turismo mordi e fuggi”. “Le immagini sono impressionanti – dice a IlFattoQuotidiano.it – Costa Delizia ha sfiorato la riva di cinque metri. E’ la dimostrazione più lampante di quanto insensata sia stata la decisione dell’Unesco, che ha salvato Venezia dalla black list dei siti a rischio, abbracciando una tesi demenziale sulla gestione delle navi da crociera”.

Da Baku, dove è riunita la commissione dell’Unesco che si occupa dei siti patrimonio dell’umanità, è infatti arrivata pochi giorni fa la liberatoria nei confronti di Venezia, finita sotto osservazione proprio a causa delle grandi Navi, della gestione dei flussi del turismo e dello spopolamento continuo. “Ma chi ha preso la decisione di mettere un ‘welcome’ alla proposta del sindaco Luigi Brugnaro e del governatore Luca Zaia di dirottare le navi più grandi a Marghera e di salvare l’attracco a Marittima delle altre, passando per il canale dei Petroli? Dopo quella decisione si sono tutti ringalluzziti. Ma l’incidente sfiorato dimostra che ogni giorno noi conviviamo con una situazione di pericolo. E lo avevamo detto”.Che cosa? ”Si rilegga il comunicato del 6 luglio: l’Unesco ha deciso di sostenere e favorire un progetto che distruggerà del tutto la Laguna di Venezia. A nulla sono servite le molte lettere, documenti, foto e filmati che associazioni, comitati ed esperti indipendenti hanno inviato per dimostrare la devastazione ambientale che causerà la decisione di continuare a far entrare in Laguna le grandi navi da crociera e di farle passare attraverso la bocca di porto di Malamocco, canale dei Petroli, canale Vittorio Emanuele”.

Per impedire che l’Unesco gettasse un salvagente al sindaco Brugnaro, il Comitato aveva preparato un libro dossier, scritto da tre docenti universitari e studiosi dell’ambiente. “Giuseppe Tattara, professore a Ca’ Foscari, Giovanni Fabbri dello Iuav e l’ex funzionario della Regione Veneto Franco Migliorini hanno dimostrato quanto dannosa e indecente sia la continuità della crocieristica a Venezia. E hanno sintetizzato in un video di pochi minuti la dimostrazione degli effetti negativi non solo sulla città, ma su tutta la Laguna di Venezia”.

Forte del placet dell’Unesco, il sindaco Brugnaro ha lanciato un ultimatum al ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, sfidandolo a tenere conto delle indicazioni prima di esprimere la propria opzione sulle soluzioni alternative per tenere le grandi navi fuori dalla Laguna. “Ma proprio l’incidente mancato per un soffio dimostra che non si può pensare di portare le grandi navi a Marghera. Cosa sarebbe accaduto in una canale stretto come il canale dei Petroli, a ridosso dei serbatoi di carburante dell’Agip o dei depositi delle industrie chimiche?. Il pericolo non è solo alla Giudecca e a Marittima, è anche a Porto Marghera”. Eppure Brugnaro sostiene che in un anno sarebbe possibile percorrere una soluzione alternativa, togliendo le navi dal Bacino di San Marco e facendole arrivare ugualmente a Marittima. “Ma per farlo bisogna scavare il canale Vittorio Emanuele. E sa quanto tempo ci vorrà per movimentare 7 milioni di metri cubi di fanghi? Almeno dieci anni, altro che un anno. Lo hanno dimostrato i docenti nel loro dossier. Solo per la valutazione di impatto ambientale del progetto servono almeno tre anni”.

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