Procedure lampo e concorsi lumaca. Mentre la selezione per titoli ed esami per la selezione dei 79mila Navigator chiamati a supportare i percettori del Reddito di Cittadinanza ha concluso il suo iter in meno di due mesi, con graduatoria pubblicata e posti assegnati, in Campania c’è chi si domanda come mai ci siano voluti finora sei anni (e chissà quanto tempo ci vorrà ancora) perché arrivi a conclusione il concorso straordinario per l’assegnazione di nuove sedi farmaceutiche sul territorio della regione. Era stato il governo Monti a varare nel 2012 il concorso straordinario, invitando i Comuni a individuare nuove sedi farmaceutiche rispetto a quelle esistenti, con un nuovo margine di accesso che prevedeva che ci dovesse essere una farmacia ogni 3.300 abitanti. Un iter iniziato nel 2013 che prevede, tra l’altro, solo l’esame dei titoli e che ha visto la partecipazione in Campania di circa 4mila candidati. Un iter tuttora non terminato, dato che a febbraio scorso si è giunti alla graduatoria provvisoria. “I motivi che hanno portato al rallentamento sono diversi” spiega a ilfattoquotidiano.it il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Benevento, Maurizio Manna, che a novembre 2018 ha inviato una lettera al presidente della Commissione del concorso straordinario per sottolineare la necessità di stringere i tempi. Il ritardo accumulato danneggia sia chi aspetta una risposta, sia l’utenza. Un ritardo del quale hanno obiettivamente beneficiato, pur senza avere alcuna responsabilità sul rallentamento della procedura, le farmacie già esistenti, che hanno continuato a lavorare per un bacino di utenza più ampio, prolungando i relativi guadagni.

I MOTIVI DEL RITARDO – “E pensare – spiega Manna – che il concorso straordinario che si realizza attraverso la selezione soli titoli, aveva proprio lo scopo di alleggerire la procedura per un’assegnazione più veloce”. Invece sono passati sei anni. Il ritardo è dovuto a diverse ragioni. La prima è stata la sovrapposizione tra il concorso ordinario (per titoli ed esami) per l’assegnazione di sedi farmaceutiche bandito nel 2009 – e che a sua volta aveva registrato dei rallentamenti – e quello straordinario. “Prima di concludere il procedimento ordinario – aggiunge Manna – era difficile avere una mappa completa per quello straordinario, con il quale però si assegnano solo le sedi farmaceutiche istituite con il nuovo quorum”. C’è poi una ragione politica. Perché l’ex giunta regionale guidata da Stefano Caldoro aveva nominato una commissione incaricata di vagliare i titoli dei candidati al concorso, poi azzerata dal governo De Luca, che ne ha nominata un’altra. I membri del vecchio organo, però, hanno proposto un ricorso alla giustizia amministrativa, che ha dato loro ragione. Insomma, altro tempo perso.

LA SCELTA DELLA GRADUATORIA PROVVISORIA – Infine c’è stata la scelta della Regione di pubblicare, a febbraio 2019, una graduatoria provvisoria sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania. Sono circa duecento le sedi farmaceutiche da assegnare. I candidati idonei sono 1.517 e di questi 858 hanno partecipato in associazione (in media due o tre farmacisti) e 709 singolarmente. Dopo la fase in cui sono state presentate le osservazioni rispetto alla graduatoria, ora si stanno vagliando tutte le contestazioni. “Si tratta di una decisione che ha una sua ragione d’essere – spiega a ilfattoquotidiano.it Salvatore Tondo, consigliere dell’Ordine dei farmacisti di Salerno – perché si sceglie di dare la possibilità ai diretti interessati di segnalare eventuali problemi con l’obiettivo di limitare il labirinto di vertenze giudiziarie che ha caratterizzato il concorso ordinario”. Anche per Manna si tratta di una scelta condivisibile. C’è solo un problema. In caso non si arrivi comunque a una soluzione, il passo successivo sarà inevitabilmente quello del contenzioso e, quindi, si sarà perso il doppio del tempo, quello che la Regione avrà impiegato per trovare una soluzione e quello legato ai tempi della giustizia, certamente più lungo. “Questo non possiamo escluderlo” conferma Manna.

IMPIETOSO IL PARAGONE CON IL CONCORSO PER I NAVIGATOR – “La cosa incredibile – commenta Tondo – è che per la selezione dei navigator ci sono voluti 45 giorni circa e si trattava di un concorso per titoli ed esami, mentre in questo caso ci sono voluti anni per assegnare le farmacie solo in base ai titoli e per numeri molto più bassi”. E non è finita, perché “se la graduatoria definitiva si prevede possa essere pubblicata a settembre 2019”, dovrebbe poi partire la fase degli interpelli, ossia l’assegnazione vera e propria. In altre regioni si è proceduto a scaglioni, con cinquanta o cento candidati per volta. “I vincitori hanno la possibilità, entro un periodo di tempo ancora da stabilire, di rinunciare all’assegnazione – conclude – e questo significa che per arrivare alla conclusione ci potrebbero volere tra i due e i tre mesi per ogni gruppo. Insomma, dopo sei anni, non è ancora finita”.

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