Un incendio divampato a bordo di un sottomarino nucleare russo ha causato la morte di 14 marinai dell’equipaggio. Il mezzo stava effettuando una missione di ricognizione nel mar Baltico e al momento sono ancora sconosciute le cause delle fiamme: “Un mezzo di ricerca in acque profonde appartenente alla Marina russa stava conducendo un’operazione di misurazione batimetrica nelle acque territoriali quando è scoppiato un incendio”, ha fatto sapere in una nota il ministro della Difesa russo. “Grazie alle misure di vero e proprio auto-sacrificio intraprese dall’equipaggio le fiamme sono state domate e il sottomarino ora si trova nella base navale di Severomorsk: purtroppo 14 marinai sono rimasti soffocati dal fumo sprigionato dall’incendio”.

Gli investigatori militari hanno ora aperto un’indagine sull’accaduto, come riferisce la portavoce della Comitato Investigativo Svetlana Petrenko. “I magistrati militari del Comitato Investigativo stanno effettuando una pre-inchiesta sulla morte dei sommergibilisti e sulla base dei risultati verrà presa una decisione procedurale“, ha affermato Petrenko. Il ministero non ha diffuso altri dati ma, stando ad alcuni media russi come Vedomosti ed Rbk, il vascello in questione è il sottomarino nucleare Losharik (classe AS-12). L’incidente sarebbe accaduto ieri ma la notizia della tragedia è stata divulgata solo martedì.

Non è l’unico dettaglio che trapela attraverso indiscrezioni non confermate. Secondo i media, altre quattro o cinque persone sono rimaste ferite a causa dell’incidente e ora si trovano all’ospedale navale del Ministero della Difesa a Severomorsk: per loro la diagnosi è intossicazione da fumo e contusioni varie. Il canale Mash scrive poi che solo uno dei marinai è morto durante l’incendio mentre gli altri sono deceduti o sulla strada per l’ospedale o mentre erano già ricoverati. Ma si tratta di informazioni che non sono state ancora confermate dalle autorità.

L’incidente per fortuna pare essere solo una pallida eco della sciagura del Kursk, del 12 agosto 2000, costata la vita ai 118 membri dell’equipaggio. Era un’altra Russia, naturalmente. La tragedia capitò infatti nel corso della prima grande esercitazione navale russa dai primi degli anni Novanta e rappresentò un test per l’allora neo-presidente Vladimir Putin. I militari sulle prime nascosero la gravità dell’accaduto e lo zar, nei giorni della crisi, venne ripreso dalle telecamere mentre si godeva le vacanze sul Mar Nero. Poi lo psicodramma nazionale seguito dalle pubbliche scuse del presidente. Ora invece il presidente Putin ha subito cancellato la sua presenza al forum turistico dedicato ai fiumi per un incontro urgente con il ministro della Difesa Serghei Shoigu.

“Cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime e a quanti sono stati colpiti da questa sciagura”,  è stato espresso anche da papa Francesco che nei prossimi giorni incontrerà il presidente Putin in Vaticano, come fa sapere il portavoce della Santa Sede Alessandro Gisotti.

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