“Contro la cellulite? La cosa più semplice è bere tanta acqua e mangiare sano. Io ho puntato sul mangiar sano (neanche troppo) visto che l’acqua non è di mio gradimento e non la bevo da un anno e mezzo“. Parole di Chiara Nasti. In molti si domanderanno “chi è” e quasi spiace dover spiegare (brevemente) che stiamo parlando di una influencer 22enne, seguita su Instagram un milione e settecentomila persone. Meglio non sapere, alle volte.

La “nostra ” ha una quantità di ‘follower’ enorme, tra i quali spiccano molti giovanissimi. Che proprio dalla Nasti e dalle sue ‘colleghe’ “prendono idee” su come vestirsi, su quali siano i posti da vedere e, appunto, sui comportamenti “giusti” per arrivare a certi obiettivi. L’affermazione della 22enne napoletana ha suscitato moltissime polemiche e verrebbe da dire ‘menomale’. Lei si è subito ‘messa al riparo’ e ha rincarato la dose: “Non dico che tutti debbano fare come me ma io bevo solo Coca. Non bevo acqua da due anni”. E ancora: “La frase ‘ma che messaggio lasci passare‘ ormai la usate un po’ per tutto. Vi prego”.

Ecco, gentile Chiara, il problema è proprio questo: quella frase viene usata “un po’ per tutto” perché un manipolo di ragazzi e ragazze sono diventati famosi in modo smisurato senza alcun apparente merito a parte quello di sapersi mostrare sui social (ci smentiranno i fatti, se un giorno diventerà la nuova Paola Cortellesi ma anche in quel caso certe uscite risulterebbero insulse e dannose). Nel diventare così noti si diventa ‘influenti’, e si acquistano delle responsabilità verso i propri fan, o follower. Che anche lei, suo malgrado, ha.

Secondo i dati diffusi dal ministero della Salute, negli ultimi anni si è avuto, sia per l’anoressia che per la bulimia, un notevole abbassamento dell’età di esordio, con conseguente elevato rischio di danni permanenti per la salute. Le ragazze, e i ragazzi che soffrono di questi disturbi conducono un’esistenza difficile, e così anche le loro famiglie e le persone che provano a dar loro aiuto e conforto. Ecco perché è importante essere responsabili nel dare suggerimenti alimentari, di qualsiasi genere.

Trovo l’affermazione di tale Chiara Nasti più che pericolosa. È altamente diseducativo che una ragazza di 22 anni, seguita soprattutto da giovanissimi, dia un messaggio di questo genere”, spiega a FQMagazine la dottoressa Andria Bongiorno, biologo nutrizionista e specialista del benessere, della nutrizione e dello sport. “Introdurre i giovani a una corretta alimentazione è fondamentale per il loro benessere – continua la dottoressa Bongiorno – affinché possano diventare adulti consapevoli. Consumare esclusivamente una bevanda ricca di zuccheri è un’indicazione dannosa, anche perché la giovane età non rende immuni da possibili patologie: il consumo spropositato di questo tipo di bibite può indurre problematiche importanti, legate soprattutto all’alterazione dei livelli glicemici, come alterata glicemia a digiuno, insulino resistenza, iperinsulenemia e diabete. Da non tralasciare, poi, il fatto che un eccessivo introito di zuccheri può corrispondere a un significativo aumento ponderale. Legare questo suo “uso” alla cura della cellulite peggiora il tutto. La cellulite ha cause soprattutto genetiche e dipende da tanti altri fattori, come alimentazione e stile di vita. Se la signorina in questione, che non conosco, non ce l’ha, forse è per via della genetica o forse perché passa molto tempo in palestra, a fare massaggi o non segue realmente le sue stesse indicazioni. La cosa più preoccupante è che sui social non ci sono regole e che tutti possano dire cose di questo tipo senza alcun controllo. Il che, quando si hanno così tanti ‘seguaci’, diventa pericoloso”.

La preoccupazione per come i ragazzi si alimentano oggi è tanta, sempre maggiore, anche perché esiste una polarizzazione tra un’alimentazione eccessivamente ricca e una che, invece, porta a disturbi come anoressia e bulimia. Diete, prodotti consigliati, suggerimenti ‘all’acqua di rose’, seguiti spesso nel tentativo di avere un corpo perfetto, proprio come quello mostrato dalle influencer. Che passano larga parte del loro tempo tra palestra, viaggi e massaggi. E che non sono come le vediamo in foto. “Occupiamoci di cose più costruttive”, ha chiosato la Nasti, rispondendo alle polemiche.

Giusto, Chiara. Chiediamo ad Instagram regole più severe nei confronti di chi manda messaggi di questo tipo. Facciamo il modo che i social stessi diventino costruttivi. È una cosa più volte detta, anche perché non è certo il primo caso in cui Instagram, o Facebook diventano veicolo di frasi pericolose, in questo e in altri ambiti. Certo, i ragazzi hanno spesso un forte spirito critico e per fortuna in molti si affidano a modelli educativi diversi: c’è da scommettere che saranno ben pochi a prenderla sul serio. Ma anche solo per quei pochi vale la pena spendere queste parole.

Lei, intanto, Chiara, ha perso una buona occasione. Anzi due: poteva stare zitta. Oppure poteva veicolare un messaggio positivo. Come quello che ora mandiamo noi a Mark Zuckerberg:  ciao Marky, se puoi dai un’occhiata a quel che si scrive sui tuoi social. Poi inizia a tagliare i rami secchi, e senza cellulite.

 

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