La peggiore epidemia di Ebola nella storia della Repubblica Democratica del Congo, la guerra in Yemen dove si intrecciano epidemie e attacchi agli ospedali e la mobilitazione in Bangladesh per far fronte alla crisi dei rifugiati Rohingya. Il 2018 è stato un anno complesso e pieno di sfide per Medici Senza Frontiere (MSF) le cui équipe sono intervenute in 72 Paesi del mondo effettuando oltre 11 milioni di visite mediche. Sono state 488 le partenze di operatori umanitari italiani, l’11,41% in più rispetto all’anno precedente. Sotto il profilo finanziario, le donazioni raccolte in Italia hanno superato i 61,4 milioni di euro, con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente che è stata però frenata dal clima di criminalizzazione e sfiducia nei confronti dell’operato delle ong. Questa è la fotografia scattata dal “Rapporto delle attività 2018” di MSF, che viene pubblicato ogni anno per trasparenza e per dire grazie a chi ha sostenuto l’organizzazione. I dati di bilancio, certificati da una nota società di revisione, sono pubblicati in un dossier di cinquantasei pagine, ricco anche di testimonianze e foto dai progetti, e in una pagina web con un video informativo, infografiche e altri materiali multimediali utili a conoscere a fondo l’operato dell’organizzazione. “La trasparenza per noi è tutto: come ogni anno pubblichiamo un rapporto delle attività per rendere noto come investiamo i fondi raccolti a chi ci sostiene. È anche una forma di ringraziamento sincero per il sostegno ricevuto da tante donatrici e donatori” dice Gabriele Eminente, direttore generale di Msf

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