La comandante Carola Rackete ha scritto una pagina di storia che potremo ricordare così, con un nuovo imperativo kantiano: “la legge morale dentro di me e il mare accanto a me”. La legge morale impone comportamenti straordinari che spesso cozzano con i principi del diritto, che non sempre è un cielo stellato, perché i trattati, le regole, le leggi spesso cambiano, si adeguano e si modificano. L’equilibrio tra Diritto e Morale è un tema sul quale l’uomo si interroga da sempre ottenendo solo dalla storia risposte, e la Comandante oggi ci applica un post-it che non potremo ignorare in futuro. Sono gli stessi post-it che hanno già messo gli altri moderni partigiani che hanno capito che non vi è più tempo per balletti macabri pseudopolitici sulla pelle dell’umanità.

Qualche nome circostanziato è d’obbligo per capire questo nuovo Cln: Mimmo Lucano da Riace, Leoluca Orlando da Palermo, Michele Emiliano dalla Puglia. Il primo, Lucano, ha fatto prevalere la legge morale dentro di sé, creando un modello a Riace che ci invidiano tutti e che in poco tempo ha eguagliato per popolarità gli stessi bronzi. Un percorso creativo di integrazione e ripopolazione di luoghi abbandonati. Il sindaco di Palermo Orlando, che ha trascorso l’intera sua esistenza a far capire al mondo che la legge morale dentro di sé deve condizionare il giusto Diritto, che può essere solo lo strumento per ottenere la felicità civica attraverso il rispetto delle regole. Così è nata la Costituzione. Quando lo chiamavano in Messico per creare percorsi contro la cultura dei narcotrafficanti, lui diceva sempre: “la legalità deve essere allegra e felice”. Oggi ha dato la cittadinanza onoraria all’equipaggio della nave che lo Stato italiano invece arresta.

Poi Emiliano, che su altro fronte tuona in questi giorni in Europa che le regioni europee devono decidere prima dei governi – e insieme – di combattere i cambiamenti climatici, dal basso e anche con la disobbedienza civile, come ha dimostrato di fare in occasione delle trivelle, e sostenendo la rivoluzione contro il carbone. Sono i percorsi nel cui solco la Comandante Carola si è mossa, affrontando una emergenza. Se fosse stata la comandante di un elicottero in avaria con quattro persone a bordo che doveva atterrare per forza in un campo di grano, lo avrebbe potuto fare senza essere arrestata. Il cielo è come il mare, pensateci! Se la legge morale mi dice che è rischioso non far sbarcare 40 persone in un porto, io chiedo di approdare e se cercano di impedirmelo compio la forzatura che mi impone la mia umanità, la stessa dei partigiani disobbedienti che la nostra storia italiana ha conosciuto.

Non dimentichiamolo: il porto è un luogo di approdo sicuro, nel mare, quelli che in un aeroporto sono definiti “luoghi statici sicuri” da raggiungere in caso di emergenza. Quando la nave turca a Bari, in avaria, arrivò quasi dentro il palazzo della Regione, non arrestarono mica comandante ed equipaggio. I baresi gli portarono da mangiare e coperte. Dall’altra parte, cercando di confinare lo scontro sull’effimero del consenso a breve tempo, l’esercito del “Diritto Sovrano sulla morale”, ovvero la moderna morale sovranista (prima gli italiani, o gli americani, arrestiamo i disobbedienti, affondiamo la nave), che vede in Donald Trump, Matteo Salvini e Giorgia Meloni i maggiori “pensatori” sulle bacheche social, macina like utili come vuoti a perdere.

In mezzo, l’umanità, il mare, l’ambiente e la realtà viva della vita vera. Ok, facciamola pure questa guerra civile sulla tastiera, tanto nessuno si farà male e alla fine a guadagnarci saranno solo i colossi della rete. Ma i partigiani scelsero i boschi e le montagne, e alla fine vinsero. Perché come Kant, un tedesco, ci ha insegnato, alla fine la legge morale dentro di noi ci guida verso un cielo stellato di buonsenso. E forse Beppe Grillo alla fine lo dovrà capire, perché lui e Gianroberto Casaleggio ci sembrava avessero intuito prima di tutti l’algoritmo del buon equilibrio tra Morale e Diritto.

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