Un doppio attentato kamikaze nella mattinata di giovedì e un altro attacco sventato nella notte dall’intervento dei militari. In Tunisia torna la paura terrorismo dopo che un attentatore suicida si è fatto esplodere davanti all’entrata della Medina di Tunisi, in rue Charles de Gaulle, vicino a una pattuglia della polizia. Nella deflagrazione ha perso la vita un agente, mentre due colleghi e tre civili sono rimasti feriti. Poco dopo, davanti alla sede dell’anti-terrorismo della capitale, un altro kamikaze ha prima tentato di entrare nell’edificio, poi, secondo le ricostruzioni fornite dai media locali, ha lanciato una bomba all’interno ferendo quattro agenti delle forze di sicurezza tunisine e portando così il conto dei feriti a nove.

Nella notte, intorno alle 3.30, era già scattato l’allarme terrorismo quando i militari hanno risposto a un commando che ha attaccato una stazione di radiotrasmissione sul Monte Orbata, nel governatorato di Gafsa, che era protetta dall’esercito. Il gruppo ha aperto il fuoco, i militari hanno risposto e i terroristi sono fuggiti, facendo scattare la caccia all’uomo nella regione. A riferirlo è un portavoce del ministero della Difesa, Mohamed Zek, parlando ai microfoni di Mosaique. Non è chiaro, però, se l’episodio possa essere collegato al doppio attacco kamikaze avvenuto nel centro di Tunisi.

Gli attacchi sono stati sferrati all’indomani del quarto anniversario della strage del resort a Sousse del 26 giugno del 2015. Una giornalista di Afp riferisce di avere visto dei pezzi di corpo sulla strada nei pressi dell’auto della polizia presa di mira. Potrebbe trattarsi dell’attentatore suicida.

Intanto, il tribunale di primo grado di Tunisi a Bab Bnet è stato evacuato su ordine del procuratore della Repubblica della capitale ed è stato chiesto ad avvocati e visitatori di lasciare il carcere di Mornaguia. Lo riporta l’emittente locale Mosaique, citando fonti di sicurezza. Non è chiaro in che misura queste evacuazioni siano collegate al doppio attacco kamikaze.

Con un tweet la Farnesina comunica che l’Unità di Crisi è attiva con il numero di emergenza +390636225.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Siria, il cronista che pianse per Aleppo: ‘Bombe su casa mia a Idlib, miei figli vivi per miracolo in questa guerra dimenticata’

prev
Articolo Successivo

Aereo fuori pista in Siberia, si schianta e prende fuoco: a bordo 48 persone, morti due piloti. Il video dalla cabina

next