In gergo si chiama “nave madre“. Nella pratica è un peschereccio: ha portato 81 migranti vicino alle coste di Lampedusa, li ha trasbordati su un barchino e poi ha fatto rotta verso la Libia. Ma, individuato dagli aerei di Frontex, è stato fermato, sequestrato e arriverà domattina a Licata, in provincia di Agrigento.

E’ accaduto a circa 60 miglia a sud dell’isola delle Pelagie. La “nave madre” è stata intercettata nel primo pomeriggio di ieri dalla Guardia di Finanza e dalla capitaneria di porto. Secondo quanto riferito dalle fiamme gialle di Palermo, alle 13.20 di giovedì un aereo del progetto Mas dell’Agenzia Frontex, attraverso il National coordination centre del ministero dell’Interno, ha documentato il trasbordo di decine di migranti da un motopesca su un’imbarcazione più piccola, alla quale era affiancato. Dopo il trasbordo, le due imbarcazioni si sono allontanate con rotte opposte: la prima si è diretta verso le coste libiche e la seconda, con a bordo i migranti, verso le coste italiane.

Dall’alto le due imbarcazioni non sono mai state perse di vista fino all’intervento dei mezzi della Guardia di Finanza della Capitaneria di Porto. L’azione è scattata nella notte, una volta che il barchino è entrato in acque italiane. Il team del pattugliatore Veloce PV 4 Avallone salendo a bordo del motopesca blu di 15 metri, con bandiera libica, ha trovato 7 persone, sei egiziani e un tunisino, e ne ha assunto il controllo. Sono tutti in stato di fermo con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Contemporaneamente, le vedette di Fiamme Gialle e Guardia costiera hanno fermato l’altra imbarcazione, distante solo 4 miglia dal porto di Lampedusa, con 81 migranti a bordo (75 uomini, 3 donne e 3 minori). Giunti in porto, i migranti sono stati trasferiti all’hot spot dell’isola.

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