L’atteso smartphone di fascia media Xiaomi Mi 9T è ufficialmente in vendita da oggi in Italia con prezzi a partire da 329 euro. Lo abbiamo provato per capire se valga la pena metterlo nella lista dei desideri, e la risposta è affermativa, alla luce del rapporto favorevole fra prezzo e dotazione. Le versioni in commercio sono due: quella da 6 Gigabyte di RAM e 64 Gigabyte di spazio di archiviazione interno, che costa 329 euro, e quella da 6/128 Gigabyte, al prezzo di 399 euro.

Dopo le nostre prove consigliamo di puntare sulla versione che costa meno. A parità di processore, schermo, comparto fotografico e qualità costruttiva, riteniamo che non valga la pena spendere 70 euro in più per raddoppiare lo spazio di archiviazione. Non che 64 GB siano inutili, ma 399 euro è una quotazione troppo vicina a quella del Mi 9 (449 euro), che è un top di gamma superiore sotto molti aspetti. In sostanza, chi ha poco da spendere punti sul Mi 9T, chi ha un budget di 400 euro farà meglio a puntare sul Mi 9.

Le sigle vi stanno confondendo? È comprensibile, perché Xiaomi sta creando un po’ di confusione con un catalogo sempre più ricco di smartphone dalle sigle molti simili, che finiscono per disorientare i potenziali acquirenti.

Design e display

Il Mi 9T è uno smartphone che dà la sensazione di un prodotto di qualità quando lo si maneggia. Il rivestimento esterno è realizzato in vetro, con una trama “zigrinata” sul retro, poco evidente nella colorazione nera (ritratta nelle immagini) ma decisamente più d’impatto nelle varianti cromatiche blu e rossa. È maneggevole, non è particolarmente scivoloso, e anche chi ha le mani piccole riesce a raggiungere agilmente i pulsanti fisici (volume e accensione). Chi preferisce usare una cover ne troverà una in policarbonato inclusa nella confezione, anche se non è indispensabile. Torna comunque utile per eliminare la sporgenza – pur limitata – delle tre fotocamere posteriori. Il peso di 191 grammi non è record di leggerezza, quindi si sente la sua presenza in tasca o nella borsetta. Inoltre è da annotare la mancanza della certificazione di impermeabilità.

Il design ruota attorno al meccanismo a scomparsa della fotocamera anteriore, che è una soluzione già vista sul P Smart Z di Huawei e sul OnePlus 7 Pro. Quando si apre l’applicazione per scattare una foto, la fotocamera fuoriesce automaticamente dal bordo superiore con un meccanismo un po’ scenografico, che tuttavia non brilla per velocità: bisogna attendere qualche attimo di troppo perché il sensore sia pronto a scattare, e questo fa perdere un po’ l’immediatezza di utilizzo. In compenso si potranno ammirare i LED rossi che attorniano la fotocamera, si illuminano quando il sensore fuoriesce dal bordo superiore e fungono da LED di notifica quando è chiuso.

Come sempre in questi è casi è impossibile, con una prova di una manciata di giorni, fare una valutazione sulla durata nel lungo termine di un meccanismo mobile come quello della fotocamera: Xiaomi garantisce ufficialmente 300.000 aperture, e a prima vista la soluzione sembra solida. Al momento non possiamo dire di più.

Uno dei vantaggi tangibili della fotocamera a scomparsa è che la parte anteriore del Mi 9T è occupata quasi interamente dal display, circondato da cornici ridotte. È un pannello AMOLED da 6,39 pollici e risoluzione Full-HD+, e nelle prove si è dimostrato uno dei punti di forza di questo smartphone. È ben leggibile all’aperto, ha una luminosità è elevata, ampi angoli di visuale, e una resa cromatica convincente. Per chiarezza, non è scontato trovare uno schermo così in questa fascia di prezzo.

Abbiamo apprezzato la funzionalità Ambient Display che visualizza orario e livello di carica della batteria anche quando lo smartphone è in stand-by. Il lettore di impronte digitali è integrato sotto allo schermo e funziona bene: altro aspetto da non dare per scontato, perché più volte i sensori sotto al display si sono rivelati poco precisi e reattivi.

Fotografia

Sul retro ci sono tre sensori: il principale da 48 Megapixel, il secondario da 13 Megapixel grandangolare, il terzo da 8 Megapixel teleobiettivo, che abilita uno zoom ottico a 2X grazie alla differente lunghezza focale. La fotocamera anteriore è invece da 20 Megapixel. Si possono registrare video fino alla risoluzione 4K a 30 fotogrammi al secondo, e c’è anche la modalità super slow-motion a 960 fps.

In diurna gli scatti sono di buon livello, in notturna subentra un po’ troppo rumore digitale, decisamente attenuato con il sensore principale da 48 Megapixel, e più evidente con gli altri due sensori, specie con il grandangolare. L’apposita modalità notte è efficace, anche se rende poco naturale i colori e sovraespone l’illuminazione artificiale. Da questo punto di vista, non è escluso che Xiaomi apporti correzioni con aggiornamenti software futuri.

In generale il comparto fotografico convince, considerando la fascia di prezzo in cui è inserito il Mi 9T. Discorso analogo per i video e per gli scatti attraverso la fotocamera anteriore che, tra l’altro, ha a disposizione la modalità ritratto: il soggetto viene “scontornato” in maniera efficace, anche se c’è qualche difficoltà in presenza di tanti dettagli.

Prestazioni e autonomia

La configurazione del Mi 9T ruota attorno al processore Snapdragon 730 di Qualcomm, che è un componente al momento poco comune, ma in proiezione ci aspettiamo che monopolizzerà la fascia media. Fin dalla presentazione ci si aspetta che sia in grado di offrire prestazioni paragonabili a quelle dei top di gamma nella maggior parte degli ambiti operativi. Le prove soddisfano le aspettative, grazie anche ai 6 Gigabyte di memoria RAM in dotazione. Il Mi 9T si è dimostrato veloce e scattante durante i test. Ha impressionato positivamente anche l’efficace dissipazione del calore: maneggiando lo smartphone non si percepisce mai calore in corrispondenza del pannello retrostante.

Per quanto riguarda l’autonomia, con il nostro utilizzo tipico (misto tra LTE e Wi-Fi, due account mail attivi, centinaia di notifiche dai social e app di messaggistica istantanea, oltre 2 ore di telefonate),  la batteria ci ha permesso di coprire 26 ore lontano dalla presa elettrica. Un buon risultato, migliorabile con un uso meno intenso. Da apprezzare la presenza della ricarica rapida, con tanto di caricabatterie incluso in confezione. Meno entusiasmanti le prestazioni audio, per via di un altoparlante mono con volume abbastanza elevato, che però introduce qualche distorsione di troppo quando si alza il volume al massimo. Sul fronte della connettività ci sono Wi-Fi dual-band, Bluetooth 5.0, NFC e presa jack per le cuffie.

 

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