Fra le varie novità che ha in serbo Android Q, la prossima versione del sistema operativo Google per smartphone, c’è l’interessante funzione Digital wellbeing, in italiano Benessere Digitale. È un dettaglio a cui vale la pena prestare attenzione perché fa riflettere, oltre che proporre soluzioni pratiche per limitare la propria dipendenza dalle app social e dalla tecnologia in generale. La pagina ufficiale di Google che ne parla la descrive in maniera efficace: “la tecnologia dovrebbe migliorare la vita, non distoglierci da essa. Ci impegniamo a fornire gli strumenti necessari affinché ciascuno sviluppi il proprio senso del benessere digitale. In modo che la vita, non la tecnologia in essa, rimanga centrale”.

Il concetto di Benessere Digitale è stato introdotto con la versione di Android attualmente in circolazione (Android 9 Pie), ma con Android Q sarà potenziata. Si potranno impostare i giorni della settimana in cui la funzione dovrà entrare in azione, cosa che attualmente non si può fare.

 

Ad esempio, si potrà disattivarla durante il weekend in modo da trascorrere più tempo con gli occhi puntati sullo schermo, ma attivarla in settimana per goderci il poco tempo disponibile dopo il lavoro. Quando attiva, il display “perde i colori” per fare che le scale di grigio rendano meno appetibili le applicazioni dei social media. Le notifiche si zittiscono così da non farci agguantare lo smartphone troppo spesso. L’impostazione si chiama “Wind Down” e adesso esiste, ma va attivata manualmente di volta in volta. Con Android Q, invece, si potrà impostarla una sola volta, come la sveglia, e togliersi il pensiero – oltre alla tentazione di tenere gli occhi puntati sullo schermo.

Inoltre si potrà usare il conto alla rovescia di Timer App. Quello che accadrà è che aprendo le app recenti verrà mostrato sotto a ciascuna il tempo d’uso dell’app che resta a disposizione, sulla base di quanto stabilito precedentemente. Sembrano forzature, ma a pensarci bene sono idee salutari per imparare a godersi la vita reale, oltre che quella digitale. Se siete curiosi di sapere quanto siete smartphone dipendenti, fate il veloce questionario anonimo sul sito di Google.