I contratti collettivi e quelli aziendali e territoriali possono già oggi prevedere deroghe rispetto ai paletti che il decreto Dignità ha introdotto per il lavoro a termine. E’ questo il punto di partenza per capire come le polemiche sul ddl della Lega mirato secondo il sottosegretario Claudio Durigon a “intervenire su alcune zone d’ombra” di quel provvedimento siano nei fatti pretestuose. Almeno quattro ccnl siglati dopo l’entrata in vigore del decreto firmato da Luigi Di Maio contengono eccezioni rispetto al tetto di 24 mesi per i rapporti a tempo indeterminato e al limite del 20% rispetto al totale dei lavoratori. A consentirlo è lo stesso decreto varato la scorsa estate. In più ci sono i cosiddetti accordi di prossimità (contratti a livello aziendale o territoriale), disciplinati dalla manovra bis del 2011 del governo Berlusconi, che possono operare “anche in deroga alle disposizioni di legge () ed alle relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro”. E stanno proliferando in tutta Italia, con l’accordo dei sindacati.

Il Sole 24 Ore di lunedì ricorda per esempio che l’accordo siglato il 31 luglio 2018 per il settore del cinema e dell’ audiovisivo ha previsto “deroghe al numero massimo di contratti di lavoro a tempo determinato”: le aziende del comparto potranno superare il tetto massimo del 20% previsto per i contratti a termine. E potranno anche non rispettare il tetto di 24 mesi di durata applicabile ai rapporti di lavoro a termine e superare il numero massimo di proroghe.

Il rinnovo del Ccnl per i lavoratori somministrati siglato il 21 dicembre 2018, poi, ha portato a 48 mesi la durata massima del rapporto a tempo determinato tra un’agenzia per il lavoro e un somministrato. E le anzianità lavorative maturate prima del gennaio 2019 si calcolano entro il limite massimo di 12 mesi, per cui di fatto si allunga il periodo di lavoro che può ancora essere svolto a tempo determinato dai somministrati che erano già attivi prima dell’ entrata in vigore del Dl 87/2018.

Anche il contratto del cemento firmato il 29 maggio prevede limiti di durata massima più alti. L’intesa sul trasporto aereo dell’11 novembre 2018, ancora, stabilisce che i periodi di lavoro con contratti a tempo determinato stagionali svolti tra aprile e ottobre di ogni anno in corrispondenza delle ferie estive e di quattro mesi distribuiti in altri periodi non concorrano a determinare il limite di durata massima fissato dalla legge.

Poi ci sono gli accordi di prossimità, che si stanno diffondendo perché consentono anche di estendere il periodo del contratto a termine senza causali. Proprio quello a cui punta il ddl della Lega. Si tratta di intese a livello aziendale o territoriale, stipulabili se ci sono una serie di requisiti. Per esempio l’accordo deve essere finalizzato “alla maggiore occupazione, alla qualità dei contratti di lavoro, all’adozione di forme di partecipazione dei lavoratori, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitività e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all’avvio di nuove attività”. Ne basta una, ricorda Il Sole, perché l’intesa sia valida. Ci sono già diversi casi di utilizzo di questi accordi per derogare al decreto dignità: per esempio alla Fiocchi Munizioni già nell’agosto 2018 proprietà, Fiom, Fim, Uilm e Rsu hanno firmato un’intesa che prevedeva l’assunzione a tempo indeterminato del 90% dei 32 lavoratori con contratto in essere da più di 24 mesi e il prolungamento senza causale di tutti gli altri contratti fino a luglio 2019. Accordi simili sono stati replicati in Philip Morris, che lo scorso aprile ha firmato con Rsu, Fecma Cisl e Ugl Chimici un’intesa che prevede l’incremento della durata massima complessiva dei rapporti a tempo determinato (fino a 36 mesi) e del numero delle proroghe (fino a cinque) per far fronte alla produzione della nuova sigaretta elettronica Iqos.

Idem alla Epta di Limana, alla Honda di Atessa, nel gruppo Glm di Castelnuovo, in Genertel. In tutti questi casi ha firmato anche la Cgil. Lo scorso 5 giugno è stato poi firmato da Confcommercio Lazio Nord e dai sindacati un accordo territoriale che prevede l’applicazione della disciplina della stagionalità a Viterbo e Provincia – in quanto “territorio a vocazione turistica” – con le relative deroghe, superando i limiti del Decreto dignità.

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