È stata portata d’urgenza al Zhuji People’s Hospital, nella provincia di Zhejiang, Cina, dopo 5 giorni di terribili dolori e crampi addominali. A raccontare la storia è Forbes: la protagonista è una ragazzina di 14 anni che ha abusato di bubble tea, ma soprattutto delle “palline” (che possono essere pezzetti di tapioca, sfere di frutta, striscioline di gelatina aromatizzata o infine le cosiddette “popping boa”, perle ripiene di sciroppo) che sono contenute in questa bevanda inventata tra Tainan e Taichung negli ’80.

Come riporta Forbes, nell’intestino della ragazzina c’erano più di cento perle gommose (dette anche boba) non digerite. Il Dr. Zhang Louzhen ha dichiarato che a causare questa situazione deve essere stato un consumo prolungato della bevanda e delle palline contenute al suo interno. Molto diffusa nei paesi asiatici, questa bevanda è apprezzata anche dai turisti tanto che nell’ultimo periodo sono stati aperti anche molti bar “a tema”. Amatissima dai millennials anche per il suo essere particolarmente adatta ad essere “instagrammata” (postata su Instagram), i bar di bubble tea sono nati anche Milano.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Truffarono anche George Clooney: coppia di latitanti italiani arrestata in una villa di lusso in Thailandia

next
Articolo Successivo

Perse la ex moglie e il figlio di 4 anni nell’attentato di Nizza: “E’ morto di dolore”

next