Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha firmato la richiesta di procedura disciplinare nei confronti dei consiglieri del Csm che hanno incontrato Luca Lotti. Si tratta dei consiglieri autosospesi Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli e Antonio Lepre che ha presentato oggi le sue dimissioni, oltre che Luigi Spina e Gianluigi Morlini, che avevano già lasciato l’incarico. “Il Guardasigilli, condividendo a pieno il provvedimento del procuratore generale della Corte di Cassazione, ha avanzato ulteriori contestazioni e continua a muoversi nel solco di quella compattezza delle istituzioni che ha promosso fin dall’inizio della vicenda che sta investendo il Csm”, si legge in una nota di via Arenula. In serata, poi, il capo dello Stato Sergio Mattarella in qualità di presidente del Csm ha “doverosamente indetto”, come si legge in una nota del Colle, l’elezione suppletiva per i due dimissionari, informando il vice presidente del Cdm e il ministro. La sostituzione dei dimissionari, sottolineano fonti del Quirinale, è il primo passo perché “si volti pagina” rispetto a quello che è successo restituendo alla magistratura indipendenza e prestigio. Prestigio che le ultime vicende hanno “incrinato” tra i cittadini. Mattarella ha scelto di indire le supplettive a ottobre perché la richiesta di scioglimento anticipato contrasterebbe con la necessità di cambiare le procedure elettorali da più parti richieste.

Lepre: “Fatti assolutamente occasionali”
“Consapevole della forte tensione istituzionale venutasi a creare in questi giorni, tengo innanzitutto a ribadire con forza che ogni circostanza a me attribuita è frutto di fatti assolutamente occasionali, non programmati, ancorché inopportuni. Respingo con fermezza – si legge nella lettera di Lepre – ogni paragone o accostamento a chi si è reso responsabile di attività illecite o trame occulte e sottolineo di aver sempre agito nell’interesse dell’Istituzione, tentando di realizzare, fin dall’inizio del mio impegno consiliare, quanto promesso in campagna elettorale come i cd. standard di rendimento, i carichi esigibili e la semplificazione e trasparenza delle valutazioni di professionalità, per i quali si era un passo dall’approvazione”.

Azione disciplinare del pg della Cassazione
Ieri era stato il procuratore generale della CassazioneRiccardo Fuzio, a promuovere l’azione disciplinare nei confronti dei membri di Palazzo dei Marescialli che incontravano l’ex presidente dell’Anm Luca Palamara – sotto inchiesta per corruzione – e i deputati del Pd Cosimo Ferri e Luca Lotti, per discutere di alleanze e strategie da segunomina del nuovo procuratore di Roma. In questo quadro rischiano il trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale lo stesso Palamara e Stefano Rocco Fava, pm romani indagati dalla procura di Perugia. La prima commissione del Csm potrebbe prendere una decisione già nei prossimi giorni. Al vaglio della Commissione presieduta dal laico di Forza Italia Alessio Lanzi c’è anche la posizione dell’ex consigliere del Csm Spina, che si è dimesso dopo il caos di queste settimane e che invece è indagato a Perugia per rivelazione di segreto e favoreggiamento. 

Nel frattempo il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha preso atto delle dimissioni del togato Gianluigi Morlini, e lo ha ricollocato in ruolo con le funzioni ho giudice al tribunale di Reggio Emilia, incarico che ricopriva prima di essere eletto al Consiglio. Morlini prima si era autosospeso, insieme ad altri tre togati, Antonio Lepre, Paolo Criscuoli e Corrado Cartoni. Poi ieri ha comunicato le sue dimissioni in una lettera al vicepresidente David Ermini.

Via Morlini, eletto Giuseppe Marra
È legato alla sue dimissioni il rientro in servizio in magistratura (lavorerà alla Corte di Cassazione) di Giuseppe Marra, il primo dei non eletti tra i togati del Csm, nella quota riservata ai giudici. Marra è attualmente fuori ruolo al ministero della Giustizia, dove ricopre il ruolo di Direttore generale degli affari giuridici. Il rientro in ruolo è un passaggio necessario perché possa subentrare al Csm al posto lasciato libero da Morlini. E infatti ritorno in ruolo è stato deliberato dal plenum del Csm, subito dopo aver preso atto delle dimissioni di Morlini. Il plenum di Palazzo dei Marescialli ha anche votato all’unanimità Giovanni Zaccaro (Area) e Michele Ciambellini (Unicost) nella sezione disciplinare del Csm.