Mi sono chiesto più volte se aveva senso vivere ancora”. Le tragiche parole sono di Michael Phelps. Il nuotatore olimpionico più vincente della storia, uno degli atleti più dotati al mondo, ha sofferto di depressione. Lo ha spiegato in un tweet lanciato sabato scorso sul suo profilo. “Ho lottato contro l’ansia e la depressione e mi sono chiesto più volte se aveva senso vivere ancora – ha scritto Phelps – Toccato il fondo ho deciso di allungare una mano e chiedere aiuto ad un terapista autorizzato. Questa decisione alla fine mi ha aiutato a salvarmi la vita. Per questo genere di cose non devi aspettare”.

33 anni, 28 medaglie vinte in carriera, l’atleta di Baltimora è sposato con la modella Nicole Johnson, ha due figli (in arrivo un terzo), e possiede un patrimonio netto stimato attorno ai 60 milioni di dollari. Eppure l’incapacità di andare avanti ha colpito anche lui. In un altro video poi pubblicato sui suoi social, Phelps ha specificato che il punto più basso della sua vita, quello dove si è fatta strada l’ipotesi di farla finita è avvenuto nell’ottobre del 2014 quando era ritornato momentaneamente ad allenarsi dopo il ritiro per partecipare ad un ultima Olimpiade. “Mi sono reso conto che non ero in grado di gestire da solo quel momento della mia vita. Lo ripeto: non bisogna aspettare che le cose peggiorino. Bisogna farsi aiutare”. Nel novembre del 2004 e nel settembre 2014 Phelps venne fermato e arrestato per guida in stato di ebbrezza dalle autorità del Maryland. Mentre nel febbraio del 2009 una foto in cui appariva mentre fumava un bong divenne virale in rete.

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