“Il governo deve andare avanti”. Dopo settimane di tensioni a distanza e mancati incontri, Luigi Di Maio e Matteo Salvini si sono visti a Palazzo Chigi per circa un’ora e al termine hanno diffuso una nota congiunta che detta la linea e soprattutto dà garanzie sulla tenuta del governo. Tra le priorità espresse nel testo diffuso ai giornalisti: il dialogo con l’Ue per rimettere al centro gli italiani e la riduzione delle tasse. Il colloquio è arrivato a tre giorni dal discorso del premier Giuseppe Conte che, davanti ai giornalisti, ha lanciato un ultimatum ai due vicepremier e si è detto pronto a presentare le dimissioni se i due non interromperanno le ostilità. I primi segnali di nuova intesa ci sono stati già nelle scorse ore con l’accordo infine trovato sullo Sblocca cantieri.

La nota sottoscritta dai due vicepremier parla di “un incontro ‘utile, positivo e cordiale’ per fare il punto sulle priorità da realizzare in tempi brevi e per riavviare un dialogo costruttivo con l’Europa che rimetta al centro ‘dopo anni di governi passivi gli italiani'”. E, continua: “Tra gli obiettivi da realizzare, l’abbassamento delle tasse, argomento che i due vicepremier considerano ‘prioritario per il rilancio del Paese. Servono misure straordinarie e nessun aumento delle tasse per lo sviluppo dell’economia. I maggiori incassi dell’Irpef e dell’Iva quasi dell’8 per cento e la diminuzione della disoccupazione rispetto al 2018 nei primi quattro mesi di quest’anno ci dicono che siamo sulla buona strada‘”. E, si conclude, “per Di Maio e Salvini ‘il governo deve andare avanti’”.

I due vicepremier si erano incrociati il giorno della Festa della Repubblica e si erano scambiati una telefonata nelle scorse ore per cercare di trovare una mediazione ed evitare il ritorno alle urne. Il faccia a faccia si è svolto oggi 6 giugno intorno alle 16 ed entrambi hanno lasciato Palazzo Chigi senza rilasciare dichiarazioni. Le prime indiscrezioni uscite sono quelle dal fronte M5s, le cui fonti hanno fatto sapere alle agenzie di stampa che il colloquio era stato “positivo e proficuo”.

Solo questa mattina, in un colloquio riportato dai quotidiani, il premier Conte aveva ribadito che “la riserva non era stata sciolta“: “Se ci sono i fatti, sono più determinato di prima”, è il concetto espresso, “se non ci sono i fatti io sarò irremovibile, punto”. Vuol dire che la riserva sulle dimissioni non è sciolta? “Sì, se non posso operare dovrò prenderne atto e porre il problema nelle sedi istituzionali consone”. Il presidente del Consiglio ha anche osservato: “Ho avuto un primo segnale positivo sullo Sblocca-cantieri, ma non è che in un giorno si risolve tutto”. “Non sottovaluto le dichiarazioni, ma cerchiamo di darci qualche giorno in più per ritrovarci. Suonerebbe un po’ posticcio, tra l’oggi e il domani, dire che va tutto bene”.