Maglie più strette per coloro che effettuano salvataggi in mare dei migranti, con il ministro dell’Interno che avrà la possibilità di “limitare o vietare il transito e la sosta” nelle acque territoriali italiane e pene più severe a chi imbarca persone violando le disposizioni delle autorità Search and rescue (Sar) o dello Stato di bandiera. Ma anche pugno duro contro i reati di devastazione e danneggiamento, soprattutto in caso di manifestazioni, maggiore tutela dell’incolumità delle forze dell’ordine con l’inasprimento delle pene per oltraggio a pubblico ufficiale e 800 assunzioni per notificare le condanne definitive e accelerare i processi di incarcerazione dei criminali. Come dichiarato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime 48 ore,  il decreto già ribattezzato “Spazza clan” ha come principale obiettivo quello di tutelare il lavoro delle forze dell’ordine impegnate sul territorio e velocizzare le notifiche delle sentenze in via definitiva. Ma il nuovo testo, che dopo la sua entrata in vigore avrà 60 giorni per essere convertito in legge dal Parlamento, non è stato accolto positivamente dal Movimento 5 Stelle che, nella giornata di giovedì, si era già scontrato con il vicepremier leghista sulla questione dei rimpatri: “Cosa pensiamo del decreto sicurezza bis e di questi nuovi poteri che chiede Salvini? Aspettiamo ancora i risultati dei rimpatri – dicono fonti pentastellate – C’è fortissima preoccupazione che Salvini si spinga sempre più su temi estremisti. Dopo il caso Siri e dopo il sondaggio di oggi del Corriere della Sera, che dà una perdita di consenso di 6 punti per la Lega, si percepisce chiaramente che Salvini sta estremizzando i suoi temi politici”.

Immigrazione, pene più severe per salvataggi che non rispettano disposizioni
La prima parte del testo del decreto si concentra sui provvedimenti in materia di immigrazione e salvataggio in mare. All’articolo 1 si legge che per “chi, nello svolgimento di operazioni di soccorso in acque internazionali, non rispetta gli obblighi previsti dalle Convenzioni internazionali, con particolare riferimento alle istruzioni operative delle autorità Sar (Search and rescue, ndr) competenti o di quelle dello Stato di bandiera, le sanzioni previste sono di duplice natura: una sanzione amministrativa pecuniaria da 3.500 a 5.500 euro per ogni straniero trasportato e nei casi più gravi o reiterati e laddove la violazione sia commessa da navi battenti bandiera italiana, la sospensione da 1 a 12 mesi o la revoca della licenza, autorizzazione o concessione ad opera delle autorità amministrative competenti”. Una norma che, oltre a mettere un freno ulteriore all’attività delle ong nel Mediterraneo, potrebbe anche scoraggiare l’intervento di pescherecci o imbarcazioni che transitano vicino ai gommoni in difficoltà che trasportano i migranti.

Sempre in tema d’immigrazione, il ministro dell’Interno avrà la possibilità di limitare o vietare transito e sosta nelle acque territoriali per ragioni di ordine pubblico. Il testo fa particolare riferimento all’art.19, comma 2, lettera g della Convenzione di Montego Bay sul diritto del mare che recita: “Il passaggio di una nave straniera è considerato pregiudizievole per la pace, il buon
ordine e la sicurezza dello Stato costiero” in caso di “carico o scarico di materiali, valuta o persone in violazione delle leggi e dei regolamenti doganali, fiscali, sanitari o di immigrazione vigenti nello Stato costiero”. Il ministro avrà quindi la possibilità di limitare o vietare il transito o la sosta nelle acque territoriali nel caso in cui reputi una minaccia il trasbordo di persone in caso di soccorsi reputati illegali.

Il ministero stanzierà anche 3 milioni di euro, uno all’anno dal 2019 al 2021, per finanziare l’impiego di poliziotti stranieri sotto copertura “anche con riferimento alle attività di contrasto del delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

Tutela delle forze dell’ordine, pene più severe per oltraggio a pubblico ufficiale
Il decreto interviene sul Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza inasprendo le sanzioni per i reati di devastazione, saccheggio e danneggiamento commessi durante eventi che si tengono in luogo pubblico o accessibile al pubblico, come ad esempio una manifestazione. Inoltre, le strutture ricettive avranno l’obbligo di comunicare alle forze dell’ordine le generalità dei loro ospito entro le 24 ore dal loro arrivo.

Per chi arriverà allo scontro, non soltanto fisico, ma anche verbale, con le forze dell’ordine saranno inasprite le pene e introdotte anche nuove fattispecie di reato. Ad esempio, per coloro che si oppongono agli ufficiali in servizio usando “scudi o altri oggetti di protezione passiva” e “di materiali imbrattanti”. Punizioni anche per coloro che utilizzano “razzi, fuochi artificiali, petardi o oggetti simili, nonché coloro che fanno ricorso a mazze, bastoni o altri oggetti contundenti”.

All’articolo 8, poi, vengono introdotte anche delle aggravanti nel caso in cui il colpevole “abbia ostacolato, impedito o ritardato lo svolgimento di attività sanitarie, di soccorso pubblico e di protezione civile“, oltre all’inasprimento del reato di resistenza a pubblico ufficiale, devastazione, saccheggio e danneggiamento nel caso in cui vengano “commessi nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico”. Aumentate anche le pene per oltraggio a pubblico ufficiale e la “causa di esclusione della punibilità per ‘particolare tenuità del fatto’ in caso di reato di violenza, resistenza, minaccia e oltraggio” a pubblico ufficiale.

Esecuzioni delle sentenze di condanna: 800 assunzioni per velocizzarle
L’obiettivo dichiarato e circolato nelle ultime 48 ore era anche quello di velocizzare la notifica delle sentenze per evitare che persone condannate in via definitiva rimanessero a piede libero in attesa dello svolgimento delle lungaggini burocratiche. Per questo, sarà nominato un commissario straordinario che metterà in piedi un “programma di interventi finalizzati ad eliminare l’arretrato relativo ai procedimenti di esecuzione delle sentenze di condanna divenute definitive”. Il lavoro del commissario sarà supportato anche da un programma di 800 assunzioni a tempo determinato, con contratti di durata annuale, “con impegno di spesa di oltre 25 milioni di euro“.

In occasione delle Universiadi 2019 che si terranno a Napoli, infine, saranno disposti ulteriori 500 militari.