Le indagini a Milano? Una delle cose che più mi ha colpito è l’età giovanissima dei due politici arrestati. E’ un dato davvero preoccupante, perché significa che alcuni pensano di entrare in politica dando per scontato che si facciano affari. Questa è una cosa devastante dal punto di vista culturale“. Così, ai microfoni di 24 Mattino (Radio24), il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, commenta la maxi indagine della Dda di Milano su un giro di tangenti, appalti e nomine pilotate e finanziamenti illeciti ai partiti.

E spiega: “Stiamo parlando di persone che sono entrate in politica da pochissimo, hanno tutto il futuro avanti. Leggendo le intercettazioni, mi sembra anche che i due abbiano acquisito molto velocemente i metodi del passato, che però purtroppo non è mai passato. Tuttavia, io non credo affatto che siamo ai tempi di Tangentopoli e non credo assolutamente che la situazione sia così disastrosa come a quei tempi. Però i dati oggettivamente preoccupano – continua – e ci dicono che non possiamo buttarci alle spalle la lotta alla corruzione. L’errore a monte è parlare di ‘emergenza corruzione’. Se continuiamo a trattare il fenomeno come emergenza, l’affrontiamo con la logica dell’emergenza, pensando che basti fare qualche provvedimento e approvare qualche legge per risolvere il problema. E invece bisogna creare un meccanismo che incida sulle attività dell’amministrazione in modo costante, senza cambiare idea un giorno sì e l’altro pure“.

Cantone aggiunge: “Serve un quadro stabile di norme. Se noi modifichiamo sistematicamente a ogni legge finanziaria tutto il quadro delle norme, questo finisce per creare le condizioni ideali per i faccendieri e i facilitatori, figure presenti anche nella inchiesta milanese. Se mi trovo con l’acqua alla gola e c’è qualcuno che mi risolve il problema, è facile cascarci qualora io non abbia una etica ferrea. La lotta alla corruzione si fa creando un quadro di regole stabili, decidendo quello che si vuole fare e provando ad andare avanti su quella strada. E invece negli ultimi 30 anni la logica del nostro Paese è stata quella di affrontare la corruzione come emergenza in quel determinato momento, per poi buttarla alle spalle”.

Cantone si esprime anche sul codice appalti: “Oggettivamente ha avuto una serie di problemi. Il punto è che, ogni volta che si cerca di fare una novità radicale, si arriva al paradosso che quella novità venga contestata prima che venga letta. Non abbiamo visto questo codice un solo giorno all’opera. Si è verificata una operazione che sarebbe un caso di studio interessante per gli storici del diritto: il codice appalti stato massacrato nella culla anche da chi, nella fase di redazione del testo, si era dichiarato entusiasta. Io mi ricordo le tantissime audizioni fatte in Parlamento e quelli che dicevano che quel codice era la cosa più bella del mondo, salvo dire, un minuto dopo, che faceva davvero schifo”.

Dubbi consistenti di Cantone sul decreto sblocca cantieri: “Il ministro Toninelli ha dichiarato che l’Anac sarà un presidio fondamentale? Mi auguro che sia così. Qualche perplessità io ce l’ho. Per la prima volta, nella storia di un provvedimento che si occupa degli appalti, in Senato non è stata nemmeno sentita l’idea dell’Autorità, che non era quella di contestarlo, perché io penso che in questo decreto ci siano anche delle cose corrette. Ma ci sono anche delle norme che ci preoccupano, non solo sul piano della corruzione, ma anche su quello della qualità delle opere. Noi siamo l’Autorità di vigilanza sul sistema degli appalti, a prescindere dalla corruzione”.

Il magistrato racconta la mancata audizione in Senato sullo sblocca cantieri: “Mi è stato detto che si poteva fare un’audizione alle 9 e mezzo del mattino di lunedì, in un giorno, peraltro, in cui c’erano altre 25 audizioni. Io nella vita, diciamo, non è che non ho proprio nulla da fare ed ero pure fuori Roma. Mi era proprio impossibile andarci quel giorno per un impegno preso da tempo. Mi hanno risposto: ‘Va bene, grazie’. E dopo quella proposta non mi hanno chiamato più”.

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