Tre ore davanti ai pm che alla fine hanno deciso di secretare il verbale. È stato ascoltato nel pomeriggio l’imprenditore Paolo Arata, al centro dell’indagine che lo vede coinvolto per l’accusa di corruzione assieme al sottosegretario Armando Siri. Arata è stato ascoltato dalla procura di Roma: al termine dell’atto istruttorio i magistrati hanno deciso di secretare il verbale.  “Abbiamo reso dichiarazioni sulla vicenda che chiama in causa il mio assistito: ha fornito la versione dei fatti. L’interrogatorio è stato secretato per cui non è possibile riferirne alcun contenuto”, ha detto l’avvocato Gaetano Scalise, legale di Arata al termine dell’interrogatorio del suo assistito.

Ex deputato di Forza Italia e autore del programma energetico della Lega, Arata è considerato socio di Vito Nicastri, l’imprenditore siciliano accusato di essere tra i finanziatori del boss mafioso Matteo Messina Denaro.  L’indagine che ha spaccato il governo, infatti, è nata in Sicilia: è indagando su Arata e Nicastri che la procura di Palermo s’imbatte in Armando Siri. P er gli inquirenti Arata avrebbe corrotto il sottosegretario con 30mila euro. Sono tre le conversazioni intercettate in cui Arata fa riferimento a quella presunta corruzione. In cambio Siri avrebbe  provato ad agevolare alcuni disegni legislativi per facilitare l’avvio di impianti eolici.  Il caso alimenta da giorni le tensioni interne al governo giallo-verde. Il M5svuole le dimissioni del sottosegretario, la Lega lo difende, accusando i pentastellati di giustizialismo. Domani la vicenda Siri finirà sul tavolo del Consiglio dei ministri: il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, proporrà di revocare l’incarico al sottosegretario della Lega. 

Solo dopo l’interrogatorio di Arata, la procura di Roma sentirà anche Siri.  Il difensore del sottosegretario, Fabio Pinelli, ha diffuso una nota per spiegare “in sede di presentazione spontanea del senatore Armando Siri verrà depositata una memoria difensiva al precipuo fine di rappresentare, in modo esaustivo e documentale, i rapporti con Paolo Franco Arata”. La strategia del sembra essere quella di indebolire il legame tra il sottosegretario e l’imprenditore. Inoltre, l’avvocato cercherà di negare che Siri sapesse che il socio di Arata era Vito Nicastri, arrestato dai magistrati di Palermo con l’accusa di aver finanziato la latitanza del boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro.

“È pertanto del tutto inveritiero che tale scelta corrisponda ad un intento di sottrarsi al confronto con l’Autorità Giudiziaria, confronto del resto richiesto dallo stesso sottosegretario”, sottolinea l’avvocato Pinelli. Meno di una settimana fa, prima dell’annuncio del premier Conte di impegnarsi a chiedere la revoca del mandato, lo stesso Siri aveva cercato di anticiparlo e aveva promesso le dimissioni “entro 15 giorni” se la sua posizione non fosse stata archiviata dopo i chiarimenti con i magistrati. Intanto, la Procura di Milano ha aperto un’indagine sull’acquisto da parte di Siri di una palazzina a Bresso, per quale avrebbe aperto un mutuo di 585mila euro con una banca di San Marino.

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