Le “tensioni” sul mercato dei titoli di Stato stanno diminuendo ma “rimangono rilevanti” e “si stanno trasmettendo sul costo dei finanziamenti al settore privato, seppure gradualmente“. E’ l’avvertimento della Banca d’Italia nel Rapporto sulla stabilità finanziaria diffuso venerdì, in cui via Nazionale prevede che “se i rendimenti all’emissione dei titoli di Stato italiani dovessero restare coerenti con le attuali aspettative dei mercati nel biennio 2019-2020 si avrebbe una spesa complessiva per interessi sul debito pubblico di circa 4 miliardi superiore a quella che si sarebbe avuta con i tassi attesi dai mercati ad aprile dello scorso anno”. Anche se, va ricordato, stando al Def nel 2018 e 2019 la spesa per interessi risulta in lieve calo e quest’anno dovrebbe attestarsi a 63,9 miliardi contro i 65,5 del 2017.

L’Italia, ribadiscono gli analisti di palazzo Koch, resta vulnerabile sui mercati a causa dell’alto debito che “rende l’economia esposta alle tensioni sui mercati finanziari e riduce la capacità della politica di bilancio di sostenere l’attività produttiva di fronte a fasi di rallentamento”. In questo quadro “i rischi macroeconomici per la stabilità finanziaria sono accentuati dall’indebolimento della crescita globale” ma “riflettono anche vulnerabilità interne”. Ad ogni modo però “l’economia italiana è però caratterizzata da un’elevata resilienza” dovuta a diversi fattori: “Il saldo corrente della bilancia dei pagamenti è in attivo dal 2013, mentre la posizione netta dell’Italia verso l’estero è lievemente negativa e dovrebbe diventare creditoria nel corso del prossimo anno; la ricchezza delle famiglie è elevata e l’indebitamento del settore privato è tra i più bassi nell’area dell’euro; la lunga vita media residua dei titoli di Stato rallenta la trasmissione del rialzo dei rendimenti all’emissione al costo medio del debito”.

Naturalmente eventuali “revisioni al ribasso del merito di credito da parte delle agenzie di rating potrebbero avere effetti negativi anche rilevanti per il sistema finanziario italiano”. Via Nazionale ricorda che le agenzie di rating Fitch e Standard &Poor’s hanno confermato il merito di credito dei titoli di Stato italiani al livello BBB in febbraio e in aprile, rispettivamente, alla luce dei fattori di forza dell’economia.

Sul fronte del sistema bancario intanto “prosegue il rafforzamento”, la riduzione “dello stock di crediti deteriorati continua a un ritmo sostenuto” e “migliorano gli indicatori di liquidità e di patrimonializzazione“. Ma, si avverte “i rischi rimangono elevati per il peggioramento della congiuntura”. Le banche italiane sono “vulnerabili a evoluzioni avverse del mercato dei titoli pubblici, anche se l’impatto sul patrimonio delle variazioni dei corsi è inferiore rispetto al passato”.

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