Riunire i moderati, rilanciare “un nuovo patto del Nazareno”. A invocarlo era stato Gianfranco Micciché, storico sodale di Silvio Berlusconi in Sicilia, dopo le amministrative e il caso Gela, dove il candidato sindaco Lucio Greco (ex alfaniano) è sostenuto da azzurri e dem e spera di vincere al ballottaggio contro il leghista Giuseppe Spata. Uno scenario che, dopo silenzi di circostanza, imbarazza Forza Italia, già scossa da liti interne, fughe di dirigenti nei territori e con il presidente azzurro della Liguria, Giovanni Toti, da mesi ormai più fuori che dentro il partito. “Una nuova alleanza Pd – Forza Italia? Non esiste“, rilanciano in coro in casa azzurra, seppur con diverse sfumature.
“Non c’è spazio per questo scenario. Berlusconi ha già indicato che la linea, anche in vista delle Europee, è l’unità del centrodestra, tra popolari e forze di destra e conservatrici che sono nell’alveo democratico”, rivendica Maurizio Gasparri. E pure l’ex capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, si accoda: “L’unico scenario possibile è l’alleanza di centrodestra premiata il 4 marzo dagli elettori? Salvini ci ha scaricato? Cosa? Nelle regioni e nelle amministrative vince con noi, il resto sono matrimoni mostruosi, impossibili, che finiscono a pesci in faccia sui giornali ogni giorno”, sbotta. “Ora dobbiamo prendere voti per occupare uno spazio tra la Lega e un Pd che si sposta sempre più a sinistra”, spiega il vicepresidente Antonio Tajani. Mentre si difende Annamaria Bernini: Solo un fatto locale“, precisa la capogruppo al Senato, secondo cui il patto del Nazareno “generò ambiguità punite dai nostri elettori, non saremo noi a rievocarlo”.

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