Elegante, sicuro sul palco e con una gran voglia di comunicare e condividere. Marco Mengoni è cambiato molto rispetto al tour precedente di tre anni fa e a Torino per la prima data dell’Atlantico tour ha dimostrato il risvolto positivo di una ricerca personale che parte da lontano. “Questo è uno show che mi ha permesso di aprire un po’ la mia anima e soprattutto ho fatto un lavoro su me stesso a livello emozionale”, ha raccontato l’artista a FqMagazine. “Negli altri tour me la facevo sotto dalla paura, mi tremavano le gambe ogni volta. Stavolta ho deciso di incanalare meglio le emozioni e devo dire che ci sono riuscito. Era molto importante questo passaggio per me, saper gestire la mia emotività ora che ho 30 anni”.

Uno spettacolo di quasi due ore con 28 brani in scaletta e sviluppato con Claudio Santucci per Giò Forma, che già ha collaborato con Marco al precedente tour. Nella prima parte del tour prevale il bianco e nero. Nella seconda i colori invadono la scena e si arriva allo show pieno tra laser e tonalità calde del terzo segmento. “Sono un assiduo frequentatore di concerti e per me seguire la crescita della dimensione del live non è solo un dovere, ma sempre un vero piacere. Abbiamo fatto un sacco di riunioni con il mio team per ogni piccolo dettaglio sul palco. Abbiamo un po’ rotto le scatole (ride, ndr). Dopo dieci anni di carriera non è stato facile definire la scaletta. – ha specificato – Mi sono affidato all’istinto e ai brani che, più di altri, hanno segnato il viaggio di Atlantico e questo mio fortunato momento artistico”. Diversi i momenti spiazzanti, ad esempio, quando Mengoni chiama il buio totale e invita il pubblico a spegnere gli smartphone, per godere pienamente il momento dello show nel momento del medley con “20 sigarette”, “Le cose che non ho” e “Non passerai”. Poi l’artista ha confessato: “Era l’unico escamotage per un momento intimo e raccolto, in effetti tutti lo hanno fatto!”.

Sono tre i momenti affidati ai monologhi in cui Mengoni, coadiuvato anche da alcuni filmati animati, invita alla riflessione su alcuni temi. “Sei fatto per il 60 per cento di acqua. Per il 30 dalle persone che ami e per 10 di quello che ti manca”, recita uno dei momenti. Poi nel secondo monologo c’è l’invito a riflettere su titoli forti dei giornali di tutto il mondo che compaiono sugli schermi. La citazione in apertura è dello scienziato James Dewar “La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre”. Tra le parole che scorrono sull’enorme led c’è la parole “indifferenza” che viene citata più volte.

“C’è molta indifferenza in giro e non lo vedo solamente leggendo le cronache ma anche dal punto di vista umano, – ha raccontato Marco – c’è indifferenza anche tra i miei colleghi. Io nel mio piccolo in questi anni di carriera ho sempre cercato di fare la mia parte, non solo con le campagne a favore dell’ambiente ma anche nella vita privata. Cerco di stare attento all’altro, di rendermi disponibile verso chi ha bisogno, di condividere momenti di aggregazione anche con una semplice uscita per una pizza. Però la gente non si guarda nemmeno per strada e, appunto, rimane indifferente. Recentemente ho assistito a un incidente ai danni di una signora, ho rincorso il colpevole, ho preso il numero di targa e sono andato a fare la denuncia dai Carabinieri. Mi sembrava il minimo, ho agito d’istinto”.

Insomma sicuramente si sottolinea l’importanza del gesto ma anche delle parole: “Ho capito l’importanza dell’uso delle parole già nel precedente tour. I monologhi vogliono essere uno spunto di riflessione per tutte le persone che mi seguono, ma anche e soprattutto per me stesso. Corriamo sempre, e credo sia importante di tanto in tanto fermarsi e guardare il mondo che ci circonda”.

Tante date sold out per i prossimi appuntamenti dal vivo, successi europei, musicali e dieci anni sempre sulla cresta dell’onda, ma Marco Mengoni fa anche autocritica a luci spente, quando i riflettori si abbassano e rimane solo sul palco: “Mi manca il tempo per godermi le cose che spesso ci sfuggono tra le mani, questo è il mio grande rimpianto. Il tempo va avanti inesorabile come un treno e non guarda in faccia nessuno. Mi manca quello che penso non avrò mai“.

LA SCALETTA DEL TOUR – 1 Muhammad Ali (Atlantico_2018) 2 Voglio (Atlantico_2018) 3 Ti ho voluto bene veramente (Le cose che non ho_2015) 4 In un giorno qualunque (Re Matto_2010) 5 Dove si vola (Dove si vola_2009) 6 Sai che (Marco Mengoni Live_2016) 7 Atlantico (Atlantico_2018) 8 Pronto a correre (Pronto a correre_2013) 9 Monologo Sei tutto 10 La ragione del mondo (Atlantico_2018) 11 Buona vita (Atlantico_2018) 12 Parole in circolo (Le cose che non ho_2015) 13 Proteggiti da me (Marco Mengoni Live_2016) 14 Dialogo tra due pazzi (Atlantico_ 2018) 15 La casa Azul (Atlantico_2018) 16 Onde (Marco Mengoni Live_2016) 17 Amalia (Atlantico_2018) 18 Monologo Mondo 19 Guerriero (Parole in circolo_2015) 20 Mille lire (Atlantico_2018) 21 L’Essenziale/piano (Pronto a correre_2013) 21 20 sigarette (Pronto a Correre_2013)/Le cose che non ho (Le cose che non ho_2015)/Non passerai (Pronto a correre_2013) 22 Esseri umani (Parole in circolo_2015) 23 Credimi ancora (Re Matto_2010) 24 Io ti aspetto (Parole in circolo_2015) 25 L’Essenziale (Pronto a correre_2013) 26 Hola (Atlantico_2018)

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