Se pesi 150 chili non puoi venirmi a dire cosa devo mangiare. Non sei credibile“. È la stoccata lanciata da Daniela Martani, ex concorrente del Grande Fratello, famosa “pasionaria” della vertenza Alitalia e ora attivista vegana, nei confronti dello chef Gianfranco Vissani che ha anche denunciato alla polizia per aver detto nei giorni di Pasqua di aver ucciso a mani nude e poi macellato 12 agnelli. “Se scoppiasse un incendio e potessi salvare solo uno tra Vissani e un agnello?”, le hanno chiesto gli irriverenti conduttori de I Lunatici su Rai Radio2 dove è intervenuta. “Salverei l’agnello, senza dubbio. Vissani poi dovrebbe perdere qualche chilo, non mi faccio insegnare quello che devo mangiare da Vissani, una persona che soffre di problemi di obesità evidenti. Non puoi venirmi a dire cosa devo mangiare se a te tra un po’ scoppiano le vene per quello che mangi“.

Nel corso dell’intervista, Daniela Martani è tornata a parlare proprio della denuncia contro Gianfranco Vissani: “Ha rilasciato un’intervista a Radio1 in cui quasi godeva nello spiegare come lui uccide gli agnelli. Specificando che gli agnelli li preferisce piccolissimi, appena nati, perché così più gusti. Ma come si possono dire certe cose pubblicamente? La macellazione prevede delle regole, questo non è macellare l’animale, questo è sadismo puro. C’è il pericolo d’emulazione. Gente che magari pensa che sia giusto uccidere un agnello in questo modo e magari va a comprarsi un agnello per ucciderlo in casa. E invece non si può fare, ci sono delle regole ben specifiche, che nella macellazione degli animali si devono seguire. Sono andata a denunciarla personalmente per aver violato questo tipo di regole”.

Il cibo deve servire per alimentarci, non per strafogarci – ha detto ancora la Martani -. Chi ha problemi di obesità ha evidenti problemi anche psicologici, una persona che si attacca al cibo deve cercare di indagare su quali problemi esistenziali abbia. Vissani faccia ciò che vuole ma non è titolato a dare lezioni di alimentazione. Gli animali sono esseri viventi che provano anche dolore, non è che noi siamo esaltati”.

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