L’eliminazione dalla Champions League affonda la Juventus in Borsa. In apertura di Piazza Affari, il rosso è stato pesantissimo e il titolo si è trovato in asta di volatilità segnando un calo del 24% che ha provocato la sospensione. Poco dopo, è stato riammesso agli scambi cedendo il 19% a 1,3 euro. Il titolo, in via teorica, è arrivato a perdere fino al 25% e nel complesso ha bruciato 500 milioni di capitalizzazione scendendo da 1,7 miliardi a 1,3 miliardi di euro.

Dietro le vendite, la scommessa degli investitori che – a ridosso della vigilia della partita con l’Ajax persa per 2-1 a Torino – avevano puntato sul passaggio del turno. L’azione nel solo ultimo mese era salita di circa il 38%. Ma le performance del titolo sul medio e lungo periodo non sono negative. Non sono dunque in discussione i fondamentali del titolo, ma si tratta più che altro di una reazione speculativa.

Nonostante il crollo, la Juventus mantiene ancora un +20% di guadagno a sei mesi e un +124% a un anno. Ma l’uscita di scena dalla competizione europea più prestigiosa verrà a far mancare dalle casse della società circa 93 milioni di introiti previsti in un anno di grandi investimenti – con l’ingaggio di Cristiano Ronaldo – per i quali si prevede un rosso di bilancio attorno ai 60 milioni.