La cronaca è impietosa: è passata la squadra migliore. Ovvero l’Ajax, che ha espugnato lo Juventus Stadium e guadagnato con merito la semifinale di Champions League. Prestazione maestosa quella degli olandesi, con il punteggio finale (1-2) che sta addirittura stretto a De Ligt e soci, capaci di mettere sotto la Juve a Torino come avevano fatto negli ottavi con il Real a Madrid. È una realtà di altissimo livello questo Ajax, che ha dato letteralmente spettacolo nel secondo tempo, con azioni tutte di prima e in velocità, a ritmi altissimi e con un’aggressività direttamente proporzionale alla classe degli interpreti. Al cospetto di tanta organizzazione la squadra di Allegri è sembrata a tratti impotente, disorientata, magari sin troppo abituata alle partite sotto ritmo del campionato italiano dominato in lungo e in largo. Con l’eliminazione di oggi, è sempre la cronaca a fornire un dato amarissimo per i tifosi juventini: l’anno di Cristiano Ronaldo è stato il peggiore della gestione Allegri, che puntava al triplete (ma soprattutto alla Champions) e che invece ha portato a casa solo l’ottavo scudetto consecutivo. Troppo poco per le ambizioni e gli investimenti della società. Che ora dovrà riflettere, dopo un’eliminazione meritata pur se arrivata dopo una serata molto strana.

Dopo il pareggio dell’andata ad Amsterdam, infatti, per i bianconeri la partita si era messa molto bene. Inizio convincente e al 28′ il solito Cristiano Ronaldo (il migliore dei suoi) ha portato in vantaggio la Juve con un colpo di testa perfetto. Chi ha creduto che la pratica Ajax fosse già stata archiviata ha sbagliato di grosso. Gli olandesi sono stati molto fortunati nel trovare il pareggio: al 34′ tiro senza pretese da fuori area, deviazione maldestra della difesa juventina e palla a Van De Beek, che tutto solo davanti a Szczesny non ha avuto nessuna difficoltà a battere l’estremo difensore bianconero. La fortuna aiuta gli audaci: e dal gol dell’1-1 in poi gli audaci dell’Ajax sono diventati bellissimi. Nel secondo tempo il predominio territoriale è diventato dominio tattico e fisico, spettacolo calcistico a senso unito. In una parola: meravigliosi. Di contro la Juve è sembrata davvero impotente, involuta, senza soluzioni: Allegri ha provato a mischiare le carte, questa volta gli è riuscito niente. E anche Kean messo in campo all’inizio della ripresa al posto dell’infortunato (e inconcludente Dybala) ha inciso praticamente nulla, finendo per fare peggio dell’argentino. L’epilogo era scritto: man mano che i lancieri sbagliavano gol (miracoli a ripetizioni di Szczesny), la sensazione di impotenza continuava ad aumentare. E pazienza se il gol del vantaggio di De Ligt sia arrivato solo con un colpo di testa (al 67′): prima e dopo l’Ajax ha sfiorato almeno in altre quattro, cinque occasioni la rete del 3 a 1, sciorinando un calcio totale degno della storia olandese. Al netto del punteggio, infatti, è stata la superiorità schiacciante degli olandesi a rimanere impressa. Con una sensazione altrettanto forte a corredo, ovvero che il ciclo della Juve di Allegri sia definitivamente finito.