Metti cinque sere Mina direttore artistico del Festival di Sanremo. Fantascienza? A quanto pare no. Anzi, potrebbe essere. Stando a quanto dichiarato dal figlio della cantante al Messaggero, “se la Rai le chiedesse di scegliere i brani in gara e le permettesse di mantenere la visione artistica, credo proprio che accetterebbe“. Insomma, un nome che sposterebbe già verso l’alto l’asticella dello share, a prescindere da chi verrà scelto per la conduzione: “Ha grande cultura musicale – ha spiegato ancora Massimiliano Pani – Ogni tanto mi dice: mi compri un disco di questo tizio? Poco dopo si rivela un successo internazionale. È una fuoriclasse nell’intuire il potenziale prima degli altri”. E l’ad di Viale Mazzini, appena lette queste dichiarazioni, non ha potuto fare a meno di manifestare il suo stupore e la sua disponibilità: “Mina è Mina. E di fronte a un’apertura come questa manifesto tutto il mio interesse e quello dell’azienda. Chiamerò Massimiliano Pani nei prossimi giorni per dirgli che siamo ovviamente disponibili, per uno o più incontri, per ascoltarlo e ragionare sul futuro del Festival”.

Com’è noto, Mina in questi anni ha scelto di collaborare con alcuni artisti ma sono molte, anzi moltissime, le collaborazioni che invece ha rifiutato: “Mandano una proposta, lei rifiuta e loro triplicano la cifra economica, pensando che tutto abbia un prezzo. Per Mina, senza snobismo, la libertà è una prerogativa. Dice no a proposte hollywoodiane e sì al rapper Mondo Marcio o agli Afterhours, quando molti non li conoscevano”.

 

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Successivo

Cina, morta rara tartaruga gigante dello Yangtze: ora ne restano solo tre esemplari al mondo

next