Ricostruiremo questa cattedrale insieme, è il destino della Francia. Lanceremo una raccolta fondi, anche Oltralpe, e lanceremo un appello in favore dei grandi talenti affinché vengano a ricostruire la cattedrale di Notre-Dame“. Così ha parlato lunedì sera il presidente francese Emmanuel Macron dopo l’incendio che ha devastato la cattedrale francese. E le prime offerte di aiuto sono arrivate. Dalle istituzioni come la regione dell’Ile-de-France e la città di Parigi, ai gruppi di lusso delle famiglie Pinault e e Arnault, fino agli eredi di L’Oreal e a Total: il totale delle donazioni supera già i 600 milioni di euro. Con la promessa di un sostegno del Parlamento Ue per parola di Antonio Tajani. E il presidente del Consiglio europeo Tusk ha chiesto fondi agli stati dell’Unione.

Tra i primi a mobilitarsi, la sindaca di Parigi Anne Hidalgo ha annunciato un contributo di 50 milioni di euro per la ricostruzione proponendo “di indire una conferenza internazionale di donatori” con “mecenati del mondo intero“. La regione Ile-de-France sbloccherà inoltre 10 milioni di euro di “aiuti di emergenza per aiutare l’arcivescovo a realizzare i primi interventi” di ricostruzione. Lo ha annunciato la presidente della regione Valérie Pécresse parlando a Radio Classique. L’ex uditrice al Consiglio di Stato ha aggiunto: “Questa ricostruzione, che ovviamente costerà molto, mobiliterà un intero paese, i migliori architetti, i migliori artigiani di Francia, forse del mondo. E la affronteremo fin da ora”.

Dal mondo della moda alle compagnie petrolifere

La società di investimento della famiglia Pinault, Artemis, stanzierà 100 milioni di euro per partecipare alla ricostruzione di Notre-Dame di Parigi. Lo ha annunciato il presidente del gruppo di lusso François-Henri Pinault: “Questa tragedia colpisce tutti i francesi e tutti coloro che sono attaccati ai valori spirituali. Di fronte a una tragedia, tutti desiderano far rivivere questo gioiello del nostro patrimonio il più rapidamente possibile.” Il presidente è a capo del gruppo di lusso Kering che a capo di marchi come Gucci e Balenciaga.

Un altro gruppo del lusso, Lvmh – che controlla tra gli altri Fendi Bulgari – raddoppia. Duecento milioni di euro sono stati donati al fondo per la ricostruzione della cattedrale come ha annunciato la famiglia Arnault: “Il gruppo Lvmh, in solidarietà con questa tragedia nazionale, si unisce alla ricostruzione di questa straordinaria cattedrale, simbolo della Francia, del suo patrimonio e della sua unità”. Il gruppo, prima ricchezza di Francia, ha annunciato anche di mettere a disposizione “tutte le sue squadre di creatori, architetti, finanzieri, per aiutare nel lungo lavoro di ricostruzione e di raccolta di fondi“.

Anche Capgemini Group , società attiva nella consulenza informatica, ha deciso di contribuire alla ricostruzione della cattedrale di Notre-Dame donando un milione di euro. L’annuncio è arrivato da Paul Hermelin, presidente e amministratore delegato: “Siamo molto scossi  Come azienda internazionale nata in Francia, abbiamo voluto essere solidali e supportare lo sforzo che la nazione sta facendo per ricostruire questo capolavoro del patrimonio dell’umanità”.

Il gruppo francese Total, infine, ha annunciato un “dono speciale” di 100 milioni di euro per il restauro della cattedrale parigina: lo ha scritto su Twitter l’amministratore delegato del gruppo petrolifero Patrick Pouyanné. Si è aggiunta infine la donazione della famiglia Bettencourt-Meyers, tra le più ricche di Francia perché erede del colosso L’Oréal, che ha annunciato un aiuto di 200 milioni, di cui 100 attraverso la fondazione Bettencourt Schueller.

Le istituzioni europee

Anche le istituzioni europee si sono aggiunte alla raccolta di donazioni. “Notre-Dame è stata la prima cattedrale della mia vita quando abitavo a Parigi, quindi da ex parigino, da italiano ed europeo il mio cuore è ferito come quello di tutti, dopo quello che è accaduto. Siamo vicini ai francesi, vicini alla Francia; quello che è successo non è una ferita che si rimarginerà rapidamente, bisogna impegnarsi tutti insieme”. Così ha parlato il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Che ha aggiunto una nuova proposta: “Un deputato mi ha proposto di raccogliere del denaro oggi quindi metteremo fuori dalla plenaria una scatola per queste offerte” e “potremo metterci quello che guadagniamo oggi per lanciare un messaggio di solidarietà, positivo del Parlamento europeo“.

Un altro importante esponente dell’Unione ha espresso solidarietà a tutta la Francia. Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo ha parlato davanti alla plenaria del Parlamento anche come “cittadino di Danzica, distrutta al 90% e poi ricostruita”. Tusk ha aggiunto “Anche voi ricostruirete la vostra cattedrale” chiedendo però a tutti i 28 stati membri di “prendere parte a questo impegno” perché “c’è in gioco qualcosa di più del semplice aiuto materiale”.

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