di e con Louis Garrel. Con Laetitia Casta, Lily-RoseDepp. Francia 2018. Durata: 75’. Voto: 2,5/5 (AMP)

Abel e Marianne si amano e convivono. Un giorno lei gli comunica di essere incinta del suo migliore amico, Paul. Abel non fa una piega: fa i suoi bagagli e lascia l’appartamento. Alcuni anni dopo Paul muore, Abel e Marianne si ritrovano al funerale, e riprendono da dove si erano lasciati. Ma dietro l’angolo ci sono “nuove” persone che non la pensano come loro. Semplice come le apparenze della vita, il secondo lungo diretto da Garrel jr è una commedia “a-sentimentale” paratattica, dove ogni gesto ed evento rispondono al paradigma causa/effetto ed esistono in quanto tali.

I sentimenti, a dirla con il regista e protagonista stesso nel ruolo di Abel, non appartengono a questi personaggi, descritti solo nei loro “pensieri pragmatici” situati in un hic et nunc precisi. Co-scritto con Jean-Claude Carriére, L’uomo fedele aveva la potenzialità per crescere le ottime premesse e promesse che invece trattiene come in sospensione o in attesa di una maggiore sicurezza registica. Ciò nonostante resta piacevole e leggiadro, nel suo presentare un novello “Candid”, tenero e affascinante insieme, seduttore di donne quanto di esse amabile vittima, capace di sorridere a una vita che – a sua volta – ha voglia di ricambiarlo. Simpatica la voce narrante (“è un dispositivo che amo nel cinema” dice Garrel) che tanto richiama una certa “paternità”.

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Film in uscita, da Oro Verde a Hellboy e poi After e L’uomo fedele: cosa ci è piaciuto e cosa no

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