“Il cinema come lo intendevamo noi negli anni ‘70 e ‘80, e in generale inteso come lo abbiamo vissuto nel ‘900 è sicuramente morto”, ha spiegato il regista de Lo Spietato (8-9-10 aprile nelle sale cinematografiche e dal 19 aprile su Netflix) “Il cinema comunque non muore perché c’è bisogno ogni volta di raccontare delle storie. Certo la fruizione di queste storie si sta modificando. Secondo me la sala non morirà mai. Come il teatro non è morto perché è arrivato il cinema, o la musica perché è arrivato Napster. Ogni volta che c’è una crisi poi si va avanti, bisogna accettare che il mondo va avanti. Come diceva Paz: “mai tornare indietro neanche per prendere la rincorsa”. Il cinema è morto viva il cinema”.

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