Rosario Fiorello ospite, Raffaella Carrà conduttrice. “Mi è sembrato di sentire un rumore”, sì quello degli applausi. Perché in certi casi basta il nome, se poi gli artisti presenti in un programma sono di questo calibro il risultato è raggiunto quasi in partenza. Se schieri Lionel Messi e Cristiano Ronaldo nella stessa squadra la partita l’hai già vinta, al di là di come l’hai giocata. L’incontro tra due monumenti del piccolo schermo sarebbe interessante anche se avvenisse su una panchina a Viale Mazzini, perché è il contenuto a superare il contenitore, è la storia e la gavetta del personaggio a catalizzare l’attenzione.

A raccontare comincia tu, nuova trasmissione in onda su Rai3, è un programma piacevole che dopo un inizio in sordina si scalda nella seconda fase della serata. Vittima però del “basta poco che ce vo”, del resto se hai ospite Fiorello (ormai esperto di aperture lancio) la strada non può che essere in discesa. Il problema è che lo showman siciliano giovedì prossimo non c’è, arriveranno poi le puntate con Leonardo Bonucci e Paolo Sorrentino e, con il doveroso rispetto, non è proprio la stessa cosa.

Il contenitore, dicevamo, lascia la sensazione del compitino, del pilota automatico, del ‘con questi due sono andati facile’ ed è inevitabile che ci sia. Un divano, un caffè, il momento canterino in macchina alla Carpool Karaoke. Perché verrebbe da chiedersi: che fine ha fatto la casa dell’intervistato, protagonista nel format originale? E perché per fare un programma di interviste è stato comprato un format in Spagna? Le chiacchierate one to one sono tornate di moda nella tv generalista e non: da Belve a L’Intervista, da Non disturbare a La Confessione. La Carrà si aggiunge alla lista e a differenza degli altri, complice gli ospitoni, va in prima serata.

Al Teatro delle Vittorie Fiorello e la Carrà si sciolgono, raccontano i loro incontri con l’aiuto dei filmati della tv che fu. Il punto è tutto qui: A raccontare comncia tu ha avuto momenti alla Techetechete ma non ha fornito nuovi momenti a Techetechete. E, forse, questo rappresenta il limite dell’operazione perché guardi la trasmissione, pensi quanto siano bravi e arrivi alla conclusione con l’amaro in bocca. “Ah signora mia, che bei tempi“, i tempi che proprio Fiorello e la Carrà dovrebbero e potrebbero ancora creare ma preferiscono giocare a calcetto per non rischiare in Nazionale.

Il ritorno della Carrà, per quanto “semplice”, non può che rappresentare una buona notizia. La signora Pelloni non ha voglia di mettersi in gioco in uno show, Fiorello ha più volte raccontato le sue ansie e le sue paure, Celentano ha scelto il cartone animato con i risultati noti a tutti,  Mina non appare da quarant’anni ma non disdegna i cachet delle pubblicità, Benigni è impegnato e rifiuta la comicità pura. E chi torna lo fa con la nicchia e con il freno a mano tirato, con il pubblico e la critica divisi in “meglio questo che niente” e “possono fare cose migliori e alla loro altezza”.

Allora verrebbe voglia di mandare un messaggio chiaro e netto: caro Albano scusaci, sei l’eroe che questo paese non merita. Il Justin Bieber del pubblico over che ha vissuto molte fasi: da bad boy picchiando l’inviato de La Vita in Diretta, da latin lover conteso, da trendsetter con il suo panama e, non ultimo, da uomo boiocottato dai poteri forti ucraini. E tutto questo cantando sempre, ovunque, con il sorriso: Felicità. Un bicchiere di vino con un panino, in attesa dei veri grandi show.

“Grazie Raffaella, grazie Rai3, grazie ‘pubblico’. Mi avete fatto venire voglia di tornare in tv”, ha twittato Fiorello. Fosse la volta buona? La prima puntata è stata vista da 2.299.000 telespettatori con il 9,39% di share.

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