Se avete nostalgia delle sfuriate di Carlo Cracco ai danni di aspiranti chef sappiate che il lato più severo del cuoco milanese è “finito insieme alla mia presenza televisiva… Se il format prevede che tu faccia il cattivo, tu fai il cattivo. Vedere trattare male una persona fa sempre effetto”. A rivelarlo è stato lo stesso Cracco in un’intervista a Repubblica. “Possibile che non si capisca che è un gioco? E invece molta gente pensa che tutto quello che si vede in tv sia vero, mentre si tratta di spettacolo. Lo shock piace, se vedono che funziona, te lo fanno rifare”, ha spiegato lo chef.

Abbandonato il ruolo di giudice di Masterchef, che lo aveva reso celebre tra il pubblico, Cracco è passato a Hell’s Kitchen ma, dice, “rispetto a quello di Ramsay era diverso, dopo i primi due anni abbiamo provato a prendere le distanze. Ma i picchi di ascolto coincidevano sempre con le sfuriate. Mi hanno detto, ci spiace Carlo, ma dobbiamo fare quello che funziona di più. Ho resistito ancora un po’, poi ho smesso. Fare televisione mi ha permesso di realizzare il mio sogno lavorativo. E oggi chi viene a conoscermi al ristorante capisce che sono una persona ben diversa dal mio personaggio televisivo”.