Un milione e settecentomila persone sono state colpite dal Ciclone Idai, quasi la metà sono bambini“. A lanciare l’allarme è l’Unicef, che “sta ampliando la sua risposta per aiutare i bambini e le famiglie in Malawi, Mozambico e Zimbabwe” che hanno subito le conseguenze del ciclone tropicale del 14 e 15 marzo e delle successive inondazioni. Il numero di vittime è ancora “incalcolabile” e 600mila persone sono senza casa. Il programma alimentare mondiale (Wfp) dell’Onu ha classificato la crisi al livello di emergenza 3, il massimo, alla pari con le emergenze per la guerra in Siria, Yemen e nel Sud Sudan. Il comunicato ricorda che le immagini via satellite hanno documentate estese zone inondate, compresa una sorta di “oceano interno” che ha sommerso completamente un’area di 125 chilometri per 25 – pari all’estensione del Lussemburgo – con acque profonde fino a 11 metri.

“Le agenzie di aiuto stanno appena cominciando a vedere l’estensione del disastro”, ha detto il direttore dell’Unicef Henrietta Fore dopo essere arrivata a Beira, la città mozambicana di 500mila abitanti travolta dal ciclone, dove mancano elettricità e acqua corrente e scarseggiano cibo e acqua potabile. “Interi villaggi sono stati sommersi, edifici sono stati rasi al suolo, scuole e centri sanitari sono stati distrutti. La situazione potrà ancora peggiorare prima che ci siano miglioramenti”, ha aggiunto, spiegando che c’è il rischio del diffondersi di epidemie che potrebbero trasformare “questo disastro in una catastrofe“.

Il rappresentante dell’Unicef in Mozambico Marco Luigi Corsi ha raccontato che le piogge sono state così intense in alcune aree che le persone non hanno potuto trovare nemmeno una superficie alta sulla quale rifugiarsi durante le inondazioni, costrette sui tetti o sugli alberi per ore. Mentre continuano le operazioni di ricerca e recupero, c’è bisogno urgente di cibo, acqua sicura e rifugi. Migliaia di persone si stanno riunendo in campi informali e improvvisati. Molti sono in condizioni disperate, sicuramente non sono ambienti adeguati per bambini e famiglie vulnerabili.

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