Il giovane Adam chiama il 112: “Ci stanno rapendo con un pullman. Ci minacciano con il coltello”, sono queste le parole rivolte all’operatore che chiede spiegazioni mentre intima l’invio immediato di una pattuglia: “C’è della benzina per terra, non respiriamo più, fate presto, non è un film”. Parole concitate, ma pronunciate con grande lucidità dal ragazzino che ha contribuito a salvare i suoi compagni dall’azione di Ousseynou Sy, l’autista che aveva pianificato un’azione eclatante per vendicare i migranti morti nel mediterraneo sequestrando un autobus carico di studenti delle scuole medie

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Bus incendiato, Ousseynou Sy: “Volevo dare segnale all’Africa”. Chiesta perizia psichiatrica, confermati precedenti penali

next
Articolo Successivo

Bus in fiamme, il racconto di Rami che per primo ha dato l’allarme: “Cercavo di salvarli”. Padre: “Dategli la cittadinanza”

next