Cosa è successo dai test invernali ad oggi? Dove è finita quella Ferrari che sembrava perfettamente bilanciata, competitiva e facile da guidare? I tempi “uscivano fuori” con una facilità disarmante e il morale all’interno del box era più che ottimista. La Mercedes, invece, sembrava in ritardo e c’era anche chi parlava di un team che fosse già al lavoro per modificare pesantemente la vettura e dar vita ad una W10 versione “B”.

Partendo dal presupposto che, nei test invernali con solo otto giorni a disposizione, i team non possano di certo nascondersi, quello che era emerso a Barcellona era da ritenersi, in un certo senso, simile al vero in termini di prestazioni reali. Ma se è vero però che un team non si nasconde durante i test, è folle parlare di una squadra che si nasconde durante le prove libere, come è stato fatto da alcuni per giustificare la mancanza di competitività della Ferrari SF90 sin dai primi giri in Australia.

Facciamo allora un po’ di ordine: cominciamo con il dire che la Mercedes in Spagna si era dedicata alla ricerca dell’assetto migliore per il cosiddetto “passo gara” e raramente alla prestazione pura; e quando l’aveva fatto aveva comunque ottenuto i tempi della Rossa. Le Frecce d’argento erano certamente consapevoli di possedere una vettura già molto buona e pertanto si sono orientati su un lavoro differente. In Ferrari, invece, si sono concentrati nella ricerca del tempo di qualifica. Non che abbiano trascurato il lavoro di simulazione gara, ma di certo erano orientati più su questo aspetto, lavorando quasi sempre su una gradazione mediamente più morbida rispetto alle Mercedes.

In Australia probabilmente la Ferrari si è presentata un poco più cauta e non ha voluto forse forzare al massimo la meccanica della sua SF90, visto i guai di affidabilità che l’avevano colpita a Barcellona. Va detto però che non sappiamo, invece, quanto la Mercedes abbia spinto al massimo. E, tra l’altro, a fine gara è trapelata la notizia che la W10 di Hamilton avesse il fondo danneggiato. Pure.

Certo, siamo alla prima gara, d’accordo, ma l’idea che mi sto facendo è che questa Ferrari possa aver risentito del periodo di guerra interna vissuto lo scorso anno. Per quanto possa smentire la stessa Ferrari e gli stessi protagonisti, le “frizioni” tra Arrivabene e Binotto ci sono state e queste si sono sviluppate nel periodo in cui la SF90 era in una fase di progettazione assai delicata. Lungi da me dare giudizi prestazionali osservando solo le linee di una vettura: ma quando la SF90 fu presentata, l’impressione che ne ebbi fu quella di una macchina un po’ troppo conservativa e che aveva compiuto qualche passo indietro per rimuovere alcune soluzioni che si erano rivelate poco funzionali. La Mercedes invece appariva quasi come una vettura frutto di intensi lavoro di affinamento e sofisticazione. Come se si i tecnici anglo-tedeschi avessero avuto più tempo per studiare la vettura 2019, mentre a Maranello tra rincorsa di fine mondiale e lotte intestine ne avessero avuto molto di meno.

Siamo alla prima gara dell’anno: ce ne sono ancora 20. Le sensazioni però sono negative, almeno le mie personali. Ci penserà il Bahrain a smentirmi – me lo auguro – altrimenti il mondiale potrebbe diventare un discorso chiuso tra le mura di casa Mercedes.