La sera del 14 luglio 1789, giorno storico della Rivoluzione Francese, Luigi XVI di Francia sul suo diario giornaliero scriveva: “Oggi, niente di nuovo”. Dalle parti di Cologno Monzese funziona praticamente così, qualsiasi cosa accada, dopo una dose di indignazione social e giornalistica, tutto torna come prima. Ciò che esce, se esce, dalla porta rientra poi dalla finestra. Non basta, questa volta, aver scritto su carta il nome di due autori, esclusi da L’Isola dei Famosi per il Fogli-Gate, se a distanza di giorni si ritorna al punto precedente invitando nuovamente Corona a Live-Non è la D’Urso. Non bastano le faccette di circostanza della padrona di casa, nemmeno le scuse dell’ex re dei paparazzi. Non è in discussione il come, l’errore è nell’invito: la concessione dell’ennesima possibilità da parte di una azienda che ha sempre più bisogno di un’operazione di cleaning. Basterebbe anche uno sguardo al passato, ricordandosi che Canale 5 era, fino a pochi anni fa, quella di Mike Bongiorno, Corrado, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, quella di Alberto Castagna. Quella che non esiste più e che oggi sembra vittima dei tanti reality e in ostaggio del sistema Corona.

Live-Non è la D’Urso ma è proprio la D’Urso, il titolo nonsense del nuovo talk show di Canale 5 contiene al suo interno un concentrato di dursismo spinto. E’ la tv di Carmelita, come la chiamano i suoi fan, piaccia o non piaccia. Le clip che ricordano i trailer di Maccio Capatonda, le Dursointerviste, la grafica che sembra quella di una all news (prestata forse da Tgcom24), le luci abbaglianti, la regia traballante, gli opinionisti prezzemolini, lo stile egocentrico della conduttrice, i filmati di repertorio: insomma Domenica Live e Pomeriggio 5 che uniti sbarcano in prime time con molto più budget, ospiti importanti e uno studio più grande.

Il programma scatena l’entusiamo dei suoi, comunque numerosi, seguaci, e le critiche di chi non apprezza una tv che non si può non definire di basso livello. L’incontro tra Albano e Loredana Lecciso dovrebbe essere “storico” ma sembra un’ospitata di routine, con un potenziale sulla carta ma con una resa televisiva debole, colpa anche di una scrittura ferma e poco innovativa. ll passaggio in prima serata porta piccole novità: il live sentiment (già visto però a Carta Bianca), le poltrone-sfere illuminate, l’ascensore per due persone che devono chiarirsi. Innesti che sembrano rendere Non è la D’Urso quasi meno d’impatto rispetto al contentitore domenicale. Il resto è copia-incolla con gli occhi puntati sull’arrivo di Fabrizio Corona, al centro delle polemiche da settimane.

“Volevi solo soldi”, il ritonello della canzone di Mahmood accompagna il suo ingresso in studio, perché il punto è invariato da anni: il business, questa volte con finte o vere scuse che siano. Sufficienti alla conduttrice per dire che lei non parla di Fogli, che lo ha ospitato per scusarsi, dietro compenso, che lei non è come gli altri e così via. Sintetizzando: serviva un modo per tirare la volata a un programma che in onda è sembrato più debole di quanto si potesse immaginare. “Nei periodi di sofferenza riesci a capire che determinate cose che hai fatto sono sbagliate anche se hanno contribuito a creare quel personaggio così famoso e popolare. Tra le tante cose che ho sbagliato ci sono stati molti atteggiamenti che ho avuto nei tuoi confronti, perché per primo a sbagliare con te sono stato io. E innanzitutto credo che quando ci si batte, le persone che vanno lasciate fuori sono i figli. Quindi oggi mi dispiace e ti voglio chiedere scusa soprattutto per tuo figlio. E chi ci sta guardando non voglio che pensi che io non sia coerente ma che sono migliorato, che è diverso”, ha detto Corona al cospetto dell’ex nemica.

”Il perdono va dato sempre: in questo caso io ho accettato le tue scuse, non so se lo farà mio figlio, ma l’importante è che tu l’abbia fatto pubblicamente”, ha aggiunto la conduttrice mentre l’imprenditore è tornato sul caso Fogli: “Da un punto di vista professionale il mio intervento era giustificato. Dal punto di vista umano penso che sia stata una grossa cattiveria nei confronti di un uomo che sta soffrendo. E chiedo ancora scusa e non mi vergogno a chiederlo perché ho sbagliato”.

Televisivamente l’ex di Belen Rodriguez non sembra più suscitare l’attenzione di un tempo e il confronto avvenuto successivamente con cinque opinionisti sa di già visto. Coruzzi, Cecchi Paone, Boralevi, Bonaccorti, Sallusti: quasi tutti ospiti presenti all’uno contro tutti del Costanzo Show. Il programma prova a cercare polemiche con Heather Parisi che prima attacca la tv trash sui social ma poi si trova, con cachet importante, a confrontarsi con personaggi del calibro di Meluzzi, Maya, Ciacci sulla maternità che non ha età ma soprattutto sulla “nemica” Lorella Cuccarini: “Io parlare di politica? Mai. Io sono ironica. Sono una persona ribelle. Detesto il populismo e amo visceralmente la diversità. Non ho paura di non piacere e non ho paura di essere impopolare. E sono impopolare perché dico la verità. Penso che ognuno debba parlare di quello che sa. Non possiamo trasmettere messaggi sbagliati. Io come personaggio pubblico, desidero parlare di quello che so io, non di quello che non so. E poi in America si vota ogni 4 anni!“, ha concluso prendendo in giro la gaffe della showgirl a Otto e mezzo.

La prima puntata chiude a notte fonda, all’una e venticinque, per ragioni di share, superando i venti ospiti in studio: tra il fratello di Meghan Markle alla comparsata, a sorpresa, di Carla Fracci. La prima puntata di Non è la D’Urso ha ottenuto 2.796.000 e il 17,1% di share, un dato sostanzialmente positivo, pur senza sfondare, considerando gli ospiti peso e la concorrenza debole. Riuscirà a tenere?