Daniele Nardi e Tom Ballard risultano dispersi sul Nanga Parbat dal 24 febbraio. Oggi, 5 marzo, sono state avviate di primo mattino le ricerche in alta quota da parte di un gruppo di alpinisti. Della squadra di soccorso fanno parte gli spagnoli Alex Txikon e Felix Criado e i pakistani Alì Sadpara e Ramat Ullah Baig. Lo ha comunicato su Twitter l’ambasciatore italiano in Pakistan, Stefano Pontecorvo: “Sono grato per la squadra di alpinisti di un tale talento”. L’obiettivo è di arrivare al campo 3 e perlustrare la via di salita anche con l’aiuto dei droni. Ieri Txikon e Criado hanno controllato campo 2, sepolto da una valanga, dove hanno recuperato alcuni effetti personali di Nardi e Ballard.

Nardi e Ballard sono dispersi sullo sperone Mummery, una via mai salita. L’unico ad averla discesa è stato Reinhold Messner insieme al fratello Gunther che proprio in quella occasione perse la vita. Una via impossibile. “D’inverno Nardi l’ha tentato più volte – ha detto proprio Messner al Corriere della Sera -, lui stesso ha scritto che nessuno è mai uscito vivo da questo sperone. E purtroppo questa sua frase è vera”. Secondo il grande alpinista, le speranze di trovare vivi Nardi e Ballard sono praticamente nulle e così la pensa anche la fidanzata di Tom che in un’intervista al Sunday Times ha detto di essere rassegnata. Tre seracchi, che poi sarebbero dei giganteschi blocchi di ghiaccio che stanno sia a destra che a sinistra, sopra lo sperone: questa sembrerebbe essere la causa della scomparsa dei sue alpinisti. “Chi va sotto rischia la vita. Un alpinista esperto non dovrebbe andare – ha aggiunto Messner – Nardi ha capito quello che fa. Ballard è un grande alpinista, giovane, ma non ha l’esperienza di questo tipo”. Ma che cosa rappresentava per Nardi e Ballard lo sperone Mummery e perché hanno cercato di percorrere proprio quella via? Intanto proseguono le ricerche.

 

 

 

 

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