Dopo le critiche sulla legittima difesa di diversi parlamentari M5s, tra cui la deputata Gloria Vizzini (oltre all’uscita dall’Aula di una decina di esponenti critici al momento del voto sulla costituzionalità in Aula, ndr) e dopo lo slittamento della discussione sul provvedimento alla Camera, è stato il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, a rassicurare Salvini: “Partita chiusa o ancora aperta dopo i malumori nel nostro gruppo? Non è una questione di accontentare l’uno o l’altro, ma di tenere fede agli impegni“. E ancora: “Lo slittamento è stato tecnico, non c’è nessuna ragione politica per la quale il documento sia slittato di qualche giorno. La legittima difesa è nel contratto e tra le altre cose anche noi avevamo una proposta nella precedente legislatura”, ha tagliato corto. Ma non solo. Di Maio ha anche smontato le critiche partite da alcuni senatrici come Paola Nugnes ed Elena Fattori, sul suo triplo ruolo di capo politico, vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico: “Due parlamentari su 330, questi sono i numeri dei miei che hanno manifestato dissenso”.