Altro che “maestro” o “eroe”. All’indomani della morte di Gabriele La Porta, colonna storica delle reti Rai, interviene sua moglie Donatella Scatena, ricostruendo uno scenario un po’ diverso rispetto a quello emerso dalle dichiarazioni scritte sul suo profilo Facebook dal figlio Gabriele. “Sei stato il mio maestro. Il mio eroe. Il mio Re – aveva dichiarato Michele dopo la morte del padre –  Sono onorato d’esser stato tuo figlio. Sangue del tuo sangue. Mi auguro che tu sia stato fiero di me. Dei miei baci. Delle mie carezze. Dei miei pensieri, per te. Un giorno verrò a trovarti. Tu aspettami e lascia libero un posto accanto a te”.

Queste parole avevano immediatamente accompagnato ogni articolo online sul ricordo del 72enne La Porta. Ma chi è rimasto fino all’ultimo accanto al defunto giornalista, ovvero la moglie Donatella, non è rimasta in silenzio. “La signora Donatella Scatena, moglie da venti anni di Gabriele La Porta, rimane stupita dagli elogi rivolti al padre dal figlio Michele al momento della sua scomparsa, dal momento che lo stesso aveva inutilmente intentato un’azione giudiziaria per far interdire il padre – ha affermato in una nota l’avvocato della famiglia La Porta-Scatena, Simone Colangeli -. Un’iniziativa alquanto ostile che aveva di fatto interrotto i rapporti fra padre e figlio”.

La signora Scatena aveva conosciuto Gabriele nel 1990 e nel 1999 si erano sposati. Michele è invece figlio della prima compagna di La Porta. Il giornalista, celebre soprattutto per essersi reinventato in modo originale il palinsesto di Rai Notte soffriva di demenza senile e da diverso tempo era caduto in una forte depressione. “Gli ho sussurrato le sue canzoni preferite all’orecchio fino all’ultimo e ora vorrei tanto che Gabriele venisse ricordato con belle parole”, ha spiegato la Scatena al fattoquotidiano.it.

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