Se non si riesce a cambiare l’Unione europea, “dovremo uscirne“. La frase pronunciata dal responsabile economico della Lega, Claudio Borghi, a un dibattito della Cisl sull’Europa provoca le reazioni a valanga dell’opposizione, da Forza Italia al Partito democratico, che chiedono al governo di finirla con “ambiguità” e “doppiogiochismo”. A mettere un punto alle parole di Borghi è Francesco D’Uva, capogruppo del Movimento 5 stelle alla Camera: “Non abbiamo alcuna intenzione di uscire dalla Ue, per questa ragione sarebbe meglio evitare dichiarazioni che possano mettere a rischio la fiducia degli investitori e di conseguenza la nostra economia”, si legge in una nota. Poi è intervenuto anche Matteo Salvini: “Non abbiamo alcuna intenzione di uscire dall’Europa, vogliamo cambiarla, migliorarla ma non abbandonarla“.

“Penso che questa opportunità sia l’ultima“, ha detto Borghi,  presidente della Commissione Bilancio della Camera, in merito alle prossime elezioni Europee. “Se a seguito di queste elezioni ci saranno i soliti ‘mandarini‘ guidati dalla Germania a dirigere le politiche economiche, sociali e migratorie, a uso e consumo della Germania e a nostro danno, io dirò di uscirne”, ha proseguito il guru economico del Carroccio. “O riusciamo a cambiarla o dovremo uscirne”, ha ribadito, definendo il progetto della Ue “fallimentare e tossico per l’Italia”. “Se l’ambiente rimane tossico, io dirò ‘andiamone fuori‘”, ha ancora aggiunto Borghi.

Poche ore dopo è arrivata la nota del deputato Cinquestelle D’Uva: “Vogliamo ricominciare a credere nel sogno europeo, di una grande casa comune che protegga i cittadini e liberi i governi dai vincoli assurdi dell’austerity“. D’Uva ha citato il manifesto comune lanciato dal vicepremier Luigi Di Maio insieme ad altre 4 forze politiche per “cambiare profondamente questa Europa”. “Perché sia più solidale, perché inizi ad occuparsi dei reali bisogni dei cittadini, perché tuteli le imprese e i produttori locali, e perché chiuda per sempre la stagione dei favori alle lobby e ai grandi interessi finanziari”, si legge nella nota. “Ripartiamo dunque da qui: siamo saldamente dentro l’Europa ma per cambiarla. Non abbiamo alcuna intenzione di uscire dalla Ue, per questa ragione sarebbe meglio evitare dichiarazioni che possano mettere a rischio la fiducia degli investitori e di conseguenza la nostra economia”, ha concluso D’Uva.

Le reazioni dell’opposizione
“Il governo italiano dica chiaramente se vuole uscire dall’euro e dall’Unione europea. Troppe ambiguità e dichiarazioni sconsiderate provocano solo danni all’Italia e agli italiani”, ha risposto alle parole di Borghi il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani in un tweet. “Ora basta con questo balletto irresponsabile sull’orlo del baratro, e basta anche con le prese di distanza tattiche come quella del capogruppo D’Uva”, ha attaccato anche Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato. “L’ambiguità e il doppiogiochismo devono finire una volta per tutte”, ha aggiunto. La frase di Borghi, ha scritto in una nota il deputato di Fi Renato Brunetta, “ha di nuovo scatenato polemiche e vendite dei nostri titoli di Stato sui mercati finanziari”.

“A seguito delle elezioni europee, saranno molto probabilmente gli italiani a cacciare fuori dalle stanze del potere questo esecutivo di incompetenti”, ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche europee. “La Lega ribadisce che l’uscita dell’Italia dalla Ue e quindi dall’Euro continua ad essere considerata dal partito di Salvini una possibilità reale“, ha affermato invece il segretario di +Europa, Benedetto Della Vedova. “Stupisce lo stupore di Tajani che da mesi insegue Salvini per un accordo politico ed elettorale”, ha sottolineato Della Vedova.

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