Mentre su Rai1 andava in onda “Io sono Mia“, il film biografico sulla vita di Mia Martini, Biagio Antonacci ha voluto ricordare la cantante sorella di Loredana Bertè con un post su Instagram in cui ha rivelato: “Mi dissero di non lavorare con lei perché portava sfiga“. Lui però non ha mai creduto a queste dicerie, anzi: “La presero sui denti perché il disco vendette moltissimo. Alla faccia di quelli che oggi non fanno nemmeno più i discografici”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

io e Mimì ……… Mia Martini è stata una donna eccezionale nella mia vita. Lei venne a Rozzano nella casa di mia madre che ci fece da mangiare una ‘cofanata’ di pasta con il pesce. Poi io mi misi al piano e lì cantai ‘Il fiume dei profumi’ nello studiolo di casa dove dormivo anche. Lei si mise là, umilissima, e disse ‘Questa canzone la canto io’. Poi ascoltò ‘Liberatemi’ e mi disse che sarebbe stato un successo pazzesco. E infatti accadde. Ma non accadde solo questo. Certe persone che mi dissero allora di non lavorare con lei perché portava sfortuna (e furono tanti in quel periodo) alla fine la presero sui denti perché il disco vendette moltissimo alla faccia di quelli che oggi non fanno più nemmeno i discografici. #miamartini #biagioantonacci #ilfiumedeiprofumi

Un post condiviso da Biagio Antonacci (@biagioantonacci) in data:

“Io e Mimì ……… Mia Martini è stata una donna eccezionale nella mia vita. Lei venne a Rozzano nella casa di mia madre che ci fece da mangiare una ‘cofanata’ di pasta con il pesce – ha scritto Biagio nel suo post -. Poi io mi misi al piano e lì cantai ‘Il fiume dei profumi’ nello studiolo di casa dove dormivo anche. Lei si mise là, umilissima, e disse ‘Questa canzone la canto io’. Poi ascoltò ‘Liberatemi’ e mi disse che sarebbe stato un successo pazzesco. E infatti accadde. Ma non accadde solo questo. Certe persone che mi dissero allora di non lavorare con lei perché portava sfortuna (e furono tanti in quel periodo) alla fine la presero sui denti perché il disco vendette moltissimo alla faccia di quelli che oggi non fanno più nemmeno i discografici”.