Dalle gag con la Gialappa’s ai film di Gabriele Salvatores, Claudio Bisio è un pezzo di televisione e di cinema italiano. Estremamente versatile, capace di passare dalla battuta ‘pecoreccia’ al teatro con i testi di Pennac, il milanesissimo Bisio è stato senza ombra di dubbio il più bistrattato di questo Festival. “Non sa fare il conduttore”. “E’ impacciato”. “Mamma mia, perché l’hanno chiamato?”. “Ma che brutte giacche” (e qui avevano ragione: mai visto niente di più “tamarro” su un palco del genere).

Come mai il divo Claudio abbia scelto lui non lo sappiamo ma sulla carta la decisione non sembrava affatto sbagliata. E se Bisio ha dovuto pagare un conto salato in termini di basso gradimento è stato perché sul palco mancava un conduttore vero. C’è da scommettere che con la Hunziker accanto, ClaudioBis avrebbe fatto molto meglio. E invece no. Baglioni da una parte, consapevole del suo non essere Pippo Baudo e quindi sempre un passo indietro, in attesa che qualcuno gli passasse una palla da mettere in buca. E poi la pur eccezionale Virginia Raffaele, anche lei fuori ruolo.

Virginia si appoggiava a Bisio, Bisio si appoggiava a Virginia, ma nessuno dei due era stampella adeguata. Si dice, si mormora, che lui abbia rimpianto la mancata presenza sul palco di Vanessa Incontrada, con la quale c’è un affiatamento acclarato. Sarà vero? Quel che è certo è che Bisio non merita un trattamento da “ultimo della classe”. Con una squadra d’autori più “fresca” e meno costrittiva e con una conduttrice vera accanto avrebbe certamente fatto meglio. Con i “se” si va da poche parti, certo. E va detto che lui si è trovato in un ‘cul-de-sac’ fin dalla prima sera, dal quale è stato incapace di uscire. Responsabilità sua: uno come lui avrebbe dovuto cavarsela, in qualche modo. Allora un consiglio per Claudio: la prossima volta che te lo chiedono, tu devi dire così: “Potrei esserci oppure non esserci”. Funziona.

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