Sai chi è Antonello Venditti? L’unico onesto in mezzo a ‘sti farabutti”. Perfido e ghignante Baccini. Antonello amico di tutti. Monumento storico della musica italiana. “Nietzsche e Marx si davano la mano”, cantava in Compagno di scuola. Venditti il malinconico, torna a Sanremo dopo 19 anni, ovviamente fuori gara. Lui che era “nato fortuitamente”. Un chilo e otto di peso. Classe 1949 dal quartiere Trieste di Roma. Mamma insegnante di latino e greco, papà molisano che diventerà viceprefetto di Roma. Il pianoforte era il suo forte. Adolescente solitario, con qualche chilo di troppo, la musica per colmare l’amore ottentuo col contagocce.

Una sprangata sulla tempia sinistra il giorno di Nixon a Roma nel 1968, comunista con viaggio in Ungheria (e il primo album condiviso con De Gregori). Autonomo in mezzo alla massa rivoluzionaria, dialogatore con rispetto (comunque) per l’avversario. Il poncho alla Clint Eastwood come vestiario, i Ray-Ban indossati e criticati gaberianamente perché di destra, la voglia di comporre una colonna sonora per Sergio Leone. Venditti scrive il suo primo brano una domenica mattina, quando i genitori sono a messa. Sora Rosa. Ancora oggi voce e piano. Romanesco ruvido, musica popolare raffinatissima e calda, voglia di fuga da “un paese marcio che c’ha li buchi ar posto der cervello”.

Ma prima ancora, le note in un cassetto a 14 anni di quel Roma Capoccia, la città mai vista, rubata con gli occhi e la fantasia che diventerà capolavoro assoluto. Un pezzo che al Folkstudio, dove esordisce, promuovono all’istante. Poi c’è A Cristo, spassosa ballata, antiguerrafondaia, che nel ’74 durante un live gli fece avere una denuncia per vilipendio alla religione. Venditti già in quegli anni è una miniera di spunti e di brani. Politici, impegnati, struggenti come Lilly, singolo e album che nel 1975 lo fanno balzare in vetta alle hit parade dei 33 e dei 45. Nato sotto il segno dei pesci, che esce sfortunatamente nei giorni del rapimento Moro, si farà comunque strada tra le richieste a fine concerto per 40 anni. Dentro all’album ci sono anche Bomba su Bomba, Sara, Giulia. Le figure di donne cominciano ad essere poeticamente evocate. Anima sensibile Antonello. “Il sesso fa partire, l’amore fa tornare”, raccontava. “Che non c’è sesso e non c’è amore, è dura legge nel mio cuore”, canterà funesto più avanti. Gallina dalle uova d’oro della RCA decise di sposarsi con Simona Izzo, nonostante la contrarietà della casa discografica e l’astio dei giornali di sinistra che “storcevano la bocca se ci trovavamo ad un evento mondano (…) o scoprivano che ci eravamo concessi il lusso di una bifamiliare con piscina”. Venditti dal 1982, oltretutto, produce i suoi album con una sua etichetta, Heinz. E i successi si accumulano, diventano una montagna sempre da scalare e conquistare. Buona domenica non va perduto nella fretta. Il live Circo Massimo dove dentro sbuca Grazie Roma, per lo scudetto di Falcao e soci. Anche se nel 1984 con l’album Cuore Venditti sbanca il casinò della musica. Lato A: Notte prima degli esami. Lato B: Ci vorrebbe un amico.

I suoi versi finiscono dovunque. Sguazzano tra commedie e drammi al cinema. Invadono radio, salotti e walkman dell’Italia intera. Nel 1985 s’inventa In questo mondo di ladri e torna oltre le 500mila copie vendute come ai tempi di Sotto il segno dei pesci. “Ricordati di me e della mia pelle” supera forse in densità, spregiudicatezza e fisicità sentimentale la maglietta fina del direttorissimo Baglioni. E come se dovesse dimostrare ancora qualcosa nel 1990 si permette il lusso di un lp da oltre un milione di copie: Benvenuti in paradiso, dove c’è pure Alta marea. “Lo sai, lo sai/Il tempo vola/Ma quanta strada/Per rivederti ancora/Per uno sguardo/Per il mio orgoglio/Quanto ti voglio/Tu sei dentro di me/Come l’alta marea/Che riappare e scompare portandomi via”. Venditti qui avrebbe già potuto chiudere baracca. Tutti lo sanno. Lo sa anche lui. Iniziano le transumanze nella arene con accendini. La partita della Roma la domenica. Corrado Guzzanti che lo imita in un’infinita, fantasmagorica, travolgente Grande raccordo anulare. Paolo Sorrentino fa ascoltare Forever a mille mentre Jep/Servillo e la Ferilli s’incontrano. Poi una carrellata in avanti verso un tavolo di ristorante. Venditti che fuma assorto a leggere un libro. “Ciao Jep”, fa il cantante verso Servillo. E Jep: “Ciao Antonello”. Grazie Venditti che ci “fai vivere e sentire ancora una persona nuova”.

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