A più di tre mesi e mezzo dall’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, brutalmente ucciso lo scorso ottobre nel consolato saudita di Istanbul, il relatore speciale dell’Onu sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, Agnes Callamard, si recherà in Turchia per iniziare una “inchiesta internazionale indipendente“. Lo si apprende al Palazzo di Vetro: Callamard sarà in Turchia dal 28 gennaio al 3 febbraio.

Ad proporre all’Onu di avviare un’inchiesta internazionale “per accertare le responsabilità” era stato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, in un’intervista alla tv filo-governativa A Haber, ribadendo inoltre l’accusa secondo cui molti Paesi cercherebbero di “cancellare” dall’agenda l’assassino del reporter per proteggere Riad.

Khashoggi, giornalista saudita corrispondente del Washington Postfu fatto a pezzi il 2 ottobre scorso dentro al consolato di Riad. La procura di Instabul ha emesso due mandati di cattura per l’omicidio: il primo nei confronti di Saud al Qahtani, stretto consigliere ed ex responsabile della comunicazione sui social del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, e del generale Ahmed al Asiri, ex numero 2 dell’intelligence, entrambi rimossi da Riad dopo il delitto. I due si troverebbero però in Arabia Saudita e il Regno ha già respinto le richieste turche di estradizione dei sospetti.

Secondo una nota della procura di Istanbul, c’è il “forte sospetto” che Asiri ed al Qahtani siano stati i pianificatori dell’uccisione del giornalista, assassinato da un commando di 15 persone giunto appositamente da Riad. Le autorità saudite hanno avviato un’indagine nei confronti di 18 persone, tra cui Asiri e al-Qahtani, in relazione all’omicidio. La Turchia aveva già chiesto l’estradizione di queste 18 persone indagate per l’uccisione di Khashoggi, avvelenato con una dose letale di droga, poi smembrato e portato fuori dal consolato saudita di Istanbul. Ma il procuratore saudita Saud al-Mojeb aveva anche in quel caso negato questa possibilità e aggiunto che “il sistema di procedura penale” in vigore nel Regno ”vieta la divulgazione dei nomi delle persone accusate”. A metà novembre scorso cinque persone erano state condannate a morte per l’omicidio.

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