Torna al 12% l’Ires sulle attività del terzo settore, che era stata raddoppiata con il maxiemendamento alla legge di Bilancio che ha ridotto il deficit/pil dal 2,4 al 2%. La retromarcia promessa subito dopo Natale dal premier Giuseppe Conte e dai due vicepremier è arrivata, come annunciato, attraverso un emendamento al dl Semplificazioni che giovedì ha ottenuto il via libera delle commissioni Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato.

L’emendamento che elimina quella che era stata definita “tassa sulla bontà”, a prima firma Andrea Marcucci (Pd), è stato sottoscritto anche dai capigruppo di M5S, Stefano Patuanelli, e Lega, Massimiliano Romeo. Il congelamento del raddoppio continuerà fino al varo di un riordino complessivo del settore. Con il ritorno dell’aliquota al 12% viene meno l’introito aggiuntivo previsto per le casse dello Stato, che era stato stimato in 118,4 milioni per il 2019 e 157,9 milioni dal 2020.

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