Slitta l’adeguamento delle norme antincendio nelle scuole e negli asili nido. Tutto rinviato al 31 dicembre 2019. Un emendamento dei relatori al Decreto Semplificazioni prevede un “piano triennale di interventi” con l’obiettivo di “semplificare e razionalizzare le procedure di adeguamento alla normativa antincendio”. Un provvedimento che trova la soddisfazione dell’associazione nazionale presidi: “Apprezziamo questo intervento. Il mancato adeguamento alla normativa antincendio comportava che i presidi avrebbero dovuto apportare delle misure organizzative per far fronte al rischio. Peccato che non siamo né presidi sceriffi e nemmeno onnipotenti. Mettere a norma tutti gli edifici sarà molto oneroso. Se un istituto non ha la scala antincendio bisogna realizzarla. Bisogna tener conto che noi abbiamo un panorama di istituti che sono vetusti. Spesso sono strutture non nate per essere edifici scolastici”.

Proprio Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, in merito a questa questione nei giorni scorsi aveva preso carta e penna per scrivere al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti: “Non attendiamo un’ulteriore tragedia per renderci conto dell’urgenza della messa in sicurezza degli edifici scolastici a partire dall’adeguamento alla normativa antincendio”. Una missiva che non è finita nel cestino. In viale Trastevere assicurano di avere pronta una norma per dare avvio ad un piano d’interventi per l’adeguamento. Bussetti avrebbe già avviato un’interlocuzione con i sindaci e ben presto assicurerà anche i dirigenti. I presidi d’altro canto sono preoccupati: “Decorso inutilmente l’ennesimo termine per la messa a norma (31 dicembre 2018) resta solo l’obbligo – scrive Giannelli – dei dirigenti delle scuole di contenere il rischio attraverso misure meramente organizzative che non eliminano, però, le assenti carenze strutturali e rischiano di produrre effetti solo temporanei e non risolutivi. Si ricorderà, infatti, la nota del ministero dell’Interno del 18 aprile 2018 che, nell’indirizzare l’attività di controllo a carico dei dirigenti scolastici, sembra pretendere che siano solo quest’ultimi a dover risolvere le diffuse e vistose carenze edilizie, non considerando che la proprietà degli immobili è degli enti locali”. Giannelli chiede scadenze certe alle norme di sicurezza antincendio e un percorso legislativo che permetta un adeguamento effettivo. Il presidente dell’associazione nazionale presidi non si ferma alla questione dell’antincendio ma pressa il ministro anche su un altro problema: “È urgente intervenire destinando agli enti locali proprietari, risorse economiche commisurate ai necessari lavori di messa in sicurezza degli edifici, così da adeguare il patrimonio edilizio scolastico alle normative vigenti. In assenza – cita la missiva – di un cospicuo piano d’interventi la questione della sicurezza delle scuole si riduce ad un improduttivo rituale di controlli e sanzioni, particolarmente gravoso per i dirigenti”.

Il presidente dell’Anp ricorda al ministro che una scuola su quattro ha una manutenzione inadeguata; che la metà delle scuole non ha mai ricevuto dall’ente proprietario il certificato di idoneità statica, di collaudo statico, di agibilità e prevenzione incendi. Numeri ai quali dal ministero rispondono con altri dati: “La sicurezza è stata da subito una priorità di questo Governo, abbiamo reso disponibili 7 miliardi. Le nostre scuole non sono insicure ma devono essere certificate e messe a norma”. Lo stesso Bussetti intervenendo sulla questione proprio nelle scorse settimane aveva affermato: “In sette mesi di governo abbiamo già sbloccato 3,5 miliardi che non erano stati spesi, avviato semplificazioni strategiche, grazie anche ad un accordo con la Conferenza Unificata che ci consentirà di spendere più rapidamente le risorse; inoltre abbiamo rilanciato l’anagrafe dell’edilizia scolastica, rendendola finalmente trasparente e accessibile a tutti i cittadini”. Intanto il ministero ha annunciato 93 interventi per la costruzione di nuove palestre e per la messa in sicurezza di quelle esistenti che verranno finanziati con i 50 milioni di euro stanziati dal Miur nell’ambito della programmazione triennale nazionale per l’edilizia 2018-2020.  I finanziamenti più cospicui andranno alla Lombardia (oltre 6,6 milioni di euro), alla Campania (5 milioni), alla Sicilia (4,6 milioni), al Lazio (4,1 milioni) e al Veneto (3,8 milioni). Sardegna ed Emilia Romagna, rispettivamente con 16 e 12 progetti, sono le regioni nelle quali si realizzeranno più interventi; seguite da Basilicata, Campania e Lazio, tutte con sette interventi ciascuna.

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