Un rinvio in attesa che la nuova legge anticorruzione – denominata Spazzacorrotti – che ha introdotto quello che è stato battezzato ilcomma salva Rixi, è stata chiesta dalle difese degli imputati nel processo sulle spese dei consiglieri della Regione Lombardia. Alla sbarra ci sono 57 tra ex assessori ed ex consiglieri regionali imputati per peculato, eccetto uno che risponde di truffa. Il 28 aprile del 2015 erano stati condannati tre imputati che avevano scelto il rito abbreviato.

Il presidente del collegio, Gaetano la Rocca, però ha rigettato la richiesta in quanto la legge, pubblicata in Gazzetta Ufficiale ieri, non può essere applicata prima che siano trascorsi i 15 giorni previsti dal codice per l’entrata in vigore. Il collegio della X sezione penale si è quindi ritirato in camera di consiglio e la sentenza è prevista per 12. Tra le persone in attesa del verdetto ci sono, oltre a Renzo “Trota” Bossi e Nicole Minetti, Massimiliano Romeo e Angelo Ciocca, rispettivamente capogruppo al Senato e eurodeputato della Lega, Stefano Maullu, europarlamentare di FI e Alessandro Colucci, segretario alla camera per il gruppo Misto.

Durante la requisitoria (l’8 marzo dell’anno scorso) il pm Paolo Filippini ricordando che “l’attività istituzionale non si fa al ristorante” e nemmeno durante “banchetti di sera”, aveva chiesto pena da 1 anno e 10 mesi e fino ai 6 anni per l’ex capogruppo della Lega Stefano Galli, accusato di aver pagato con i soldi pubblici il banchetto di nozze della figlia e di aver fatto ottenere al genero un contratto di consulenza con il Pirellone per 19 mesi per una cifra di oltre 196 mila euro lordi.

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