“Heil Hitler”, “Sieg Heil”, saluti al Duce e glorificazioni naziste varie. Tutto questo e altro ancora è apparso nei commenti della bacheca Facebook della casa di distribuzione Videa. Proprio sotto al post in cui viene lanciato il trailer del film L’uomo dal cuore di ferro, con protagonista il nazista Reinhard Heydrich, colui che formulò ed espose in pubblico nel 1942 “La Soluzione finale della questione ebraica”.

Le frasi xenofobe sotto al trailer si sprecano. Si va dai saluti a braccio teso, alle commemorazione di Hitler (“peccato non averlo oggi in Italia”) e Rommel (“chi era il tuo gerarca preferito?”, “li porto un po’ tutti nel cuore”), fino alle zelanti e incomprensibili correzioni dei numeri di morti ad Auschwitz. Un repertorio truculento e cinico, di decine e decine di commenti firmati da nickname diversi, che poi si concentra su un paio di aspetti contenutistici. Uno apparentemente storico che riguarda la classica storia fatta coi “se” (e qui si salva Hitler che voleva la pace, ad esempio) e l’altro tipico refrain: “ma perché non fate un film sui crimini del comunismo?”, o su Stalin, o su Mao?. Detto che Videa i film li distribuisce e non li produce (c’è chi ne chiede uno anche sul Vate D’Annunzio – proposta interessante), rimane come sempre così straordinariamente violenta, inopportuna e mostruosa la furia iconoclasta nostalgico-nazista con l’avvicinarsi del 27 gennaio, giorno della memoria.

L’uomo dal cuore di ferro, diretto da Cedric Jimenez, e tratto di Laurent Binet, HHhH (Einaudi), uscirà nelle sale italiane il 24 gennaio. Heydrich, uno che si porta dietro appellativi come “il boia” o “la bestia di Praga”, è interpretato da Jason Clarke, e sempre per correttezza storica perì il 27 maggio del ’42 sotto i colpi di un commando di tre partigiani cecoslovacchi a Praga.

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