La Polonia è sotto shock dopo la morte del sindaco di Danzica, Pawel Adamowicz, colpito da tre coltellate inferte da un 27enne durante una raccolta fondi di beneficenza. “Un delitto politico“, secondo l’editoriale della Gazeta Wyborcza, giornale d’opposizione. “Il gesto – si legge nel fondo del quotidiano polacco firmato da Jaroslaw Kurski – è nato nel clima d’odio che da tempo viene alimentato in Polonia e la cui responsabilità peserebbe gravemente su chi attualmente detiene il potere nel Paese”. “Il seme dell’odio prima o poi porta i suoi frutti”, ha scritto ancora. In serata in diverse città della Polonia sono state organizzate marce spontanee contro la violenza. Il presidente polacco Andrzej Duda vuole promuovere per domani una marcia ufficiale “contro odio e violenza” e ha già annunciato una riunione con tutti i leader di partito.

Adamowicz, esponente di punta dell’opposizione al governo della destra populista guidato dal partito “Diritto e Giustizia”, dal 1998 era alla guida della città portuale sul Baltico che diede i natali a Solidarnosc. Lascia una moglie e due figli di 9 e 15 anni. Era molto noto in Polonia e all’estero come un forte sostenitore dei diritti della comunità Lgbt e dei migranti e rifugiati, in controtendenza con il crescere dei sentimenti anti immigrati nel Paese. “Io sono un europeo e quindi per natura sono aperto”, ha detto in un’intervista al Guardian nel 2016. “Danzica è un porto e credo debba sempre essere un rifugio per chi arriva dal mare”, aveva aggiunto. Adamowicz aveva ultimamente lasciato la formazione filo europea Piattaforma Civica, che ha governato la Polonia tra il 2007 e il 2015, ed si era candidato come indipendente.

Le reazioni in Polonia – “Grande dolore per la tragica morte in un attacco criminale di Adamowicz – ha commentato su Twitter il portavoce del leader del partito di governo PiS, Jaroslaw Kaczynski – Esprimiamo vicinanza alla sua famiglia”. “E’ stato ucciso un uomo di solidarietà e libertà, un europeo, un mio buon amico” ha twittato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, polacco, che ha fatto parte dello stesso partito da cui Adamowicz era uscito sei mesi fa.

Le reazioni in Italia – “Assoluta e totale condanna di ogni forma di violenza – ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Salvini – Una preghiera per il sindaco assassinato e un pensiero alla famiglia e al popolo polacco, pacifico e amico”. L’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva parlato dell’accoltellamento di Adamowicz nella sua newsletter settimanale, prima che fosse diffusa la notizia della morte in ospedale: “Stanotte quel coltello non ha ferito solo un uomo ma la nostra stessa idea di Europa. Guai a chi sottovaluta”.

L’aggressione – Il sindaco di Danzica è stato accoltellato da un 27enne con numerosi precedenti penali per violenza alla fine di una raccolta fondi per beneficenza per una fondazione Wosp (Grande orchestra caritatevole di Natale) di Jurek Owsiak. Il giovane dal palco della manifestazione aveva subito dopo preso il megafono per urlare di essere stato incarcerato ingiustamente, durante il governo di Piattaforma civica, partito di cui il primo cittadino faceva parte. Le condizioni di Adamowicz erano subito apparse disperate: ferito da tre colpi con un coltello dalla lama lunga 15 centimetri, il sindaco era stato ricoverato e operato. I medici avevano già dichiarato che diversi organi erano compromessi. Il coltello aveva perforato il cuore e l’addome.